Italia maschilista e violenta? Balla smentita dalle statistiche

Italia maschilista e violenta? Balla smentita dalle statistiche

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Contrordine compagne.

La leggenda del maschio italiano violento, latino machista, baffuto, con la canotta sporca di sugo che rientra e mena la moglie per la sola pasta scotta, mentre in Svezia e in tutto il nord Europa le donne vivono in un harem fatto di uomini disponibili e gentili,  non ha più ragione di esistere.

E non sono maschilisti fondamentalisti, irati da cotanto luogo comune a sostenerlo, ma la statistica, i numeri che, come sosteneva Gramsci, hanno la testa dura, e per il quarto anno consecutivo. Aggiungiamoci poi che non sono nemmeno numeri frutto di istituti di statistica commissionati da “Men’s healt” o da qualche altra rivista maschilista ad affermarlo, ma l’UE.

Infatti, secondo i dati dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea, i Paesi in cui la violenza contro il gentil sesso (fisica e/o sessuale) è più comune sono proprio quelli a Nord del vecchio continente. L’Italia si ferma ben al di sotto della media, per lo sconforto dell’uomo medio meridionale in baffo e lupara e, soprattutto, delle femministe urlanti nostrane, sostenitrici del “la nostra è una società violenta basata sul patriarcato medioevale”. Nel nostro Paese le donne vittime di violenza fisica o sessuale dai 15 anni in su rappresentano il 27%, contro il 52% della Danimarca, il 47% della Finlandia e il 46% della Svezia. Non cambia il discorso per quanto riguarda la violenza subita specificamente dai partner, l’Italia è terzultima (15-20%), mentre nella parte alta della classifica si confermano i Paesi del Nord Europa e i Paesi dell’Est.

I più scettici, oggi, riguardo a queste statistiche saranno senza dubbio pronti a sventolare la differenza della violenza percepita rammentando della poca inclinazione delle donne italiane e del sud Europa a denunciare. Fermo restando che, se ci fosse bisogno di ribadirlo, la violenza è aberrante sempre e a prescindere, la questione di ciò che è più o meno percepito o denunciato andrebbe, se diamo per buono il ragionamento, sempre tenuta conto, in tutti gli ambiti e non solo quando l’Italia finisce in fondo alle classifiche.

Perché, se l’Italia è prima nelle statistiche per corruzione e mafia, ad esempio, non si tiene conto di eventuali mancate denunce di questi episodi nei paesi del nord Europa? Il discorso su ciò che non viene o meno percepito o denunciato “sterilizzerebbe” quindi qualsiasi sondaggio o statistica. Nessuno più dovrebbe essere credibile o veritiero. Ergo, la statistica o è sempre affidabile, anche quando è positiva per il nostro Paese e smonta il luogo comune; in caso contrario non lo è mai. E allora, femministe fondamentaliste e anti-italiani a prescindere rasserenatevi. In tutta Europa, ahimè, la violenza è diffusa e in alcuni Paesi del nord, nonostante i vostri pregiudizi, lo è anche di più.

(di Luigi Ciancio)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbero piacerti

Polonia, trionfa Duda: perdono Soros e Bruxelles
In Polonia è vittoria dei sovranisti. Come riporta l'agenzia Agi, [...]
Moda: così è diventata sempre più “gender” e meno sexy
“Sono solo canzonette” titolava una famosa canzone di Edoardo Bennato [...]
“Transfobica”: il politicamente corretto contro JK Rowling
J.K. Rowling di nuovo nel mirino del mondo Lgbt per [...]
Hezbollah: da partito libanese a potenza regionale (parte 1)
Hezbollah (il Partito di Dio in arabo) è una formazione [...]
Scroll Up