L’Ucraina sta passando alla modalità di autosufficienza

Daniele Bianchi

L’Ucraina sta passando alla modalità di autosufficienza

Con l’avvicinarsi del secondo anniversario dell’invasione russa su vasta scala, l’Ucraina si trova a un bivio. Il calo dell’assistenza esterna è ormai una realtà che minaccia il suo futuro.

Da mesi ormai il presidente degli Stati Uniti Joe Biden non riesce a far passare al Congresso un pacchetto di aiuti per l’Ucraina a causa dell’opposizione all’interno del Partito repubblicano. Nel frattempo, l’Europa è alle prese con i propri limiti. La Germania, nonostante abbia aumentato i suoi aiuti militari, ha smesso di fornire i fondamentali missili Taurus. Il continuo sostegno del Regno Unito è inoltre offuscato dalle incertezze che circondano le imminenti elezioni generali.

Ma anche se l’assistenza europea dovesse rimanere al suo massimo potenziale – uno scenario lontano dalla realtà attuale – gli aiuti rimarrebbero tristemente inadeguati se confrontati con la potenza di fuoco e le risorse della Russia. Ad esempio, il recente piano della Francia di fornire 3.000 proiettili da 155 mm al mese impallidisce in confronto agli sbarramenti giornalieri della Russia che arrivano a 20.000 proiettili.

Mentre il sostegno all’esercito ucraino da parte dei suoi alleati è diminuito, la macchina da guerra russa – abile nell’eludere le sanzioni e alimentata da vendite incontrollate di petrolio – ha intensificato la sua offensiva. L’Ucraina, che ora si trova ad affrontare una grave carenza di forniture militari critiche, come proiettili di artiglieria e munizioni per la difesa aerea, inclusi Stinger e persino missili Patriot, è stata costretta ad assumere una posizione difensiva. Il calo di efficacia delle difese aeree ucraine ha portato ad una maggiore vulnerabilità agli attacchi aerei e ad un aumento delle vittime civili.

Nonostante le sfide, l’Ucraina non ha ceduto alla disperazione. Ha invece intrapreso un percorso di fiducia in se stessi, un viaggio caratterizzato dalla resilienza e dall’innovazione strategica di fronte alle avversità. La difesa ucraina sta passando dagli appalti urgenti al potenziamento della propria produzione di armi e alla formazione di partenariati strategici con società di difesa straniere. Questo cambiamento ha lo scopo di migliorare le capacità di difesa originarie dell’Ucraina a lungo termine.

L’approccio innovativo dell’Ucraina all’uso dei droni, in particolare dei droni con visuale in prima persona (FPV), esemplifica la sua attenzione alla capacità di stare in piedi da soli. L’efficacia di questi dispositivi a basso costo è sottolineata dalla loro versatilità e precisione. Capaci di neutralizzare la fanteria nemica nelle trincee e di distruggere obiettivi di alto valore come i veicoli corazzati, questi droni hanno alterato le dinamiche della guerra.

Ad esempio, un rapporto sulle perdite di attrezzature russe indica che dal 17 settembre al 17 ottobre i droni FPV sono stati coinvolti in circa il 35% delle operazioni di eliminazione. Durante questo periodo, sono stati documentati 388 casi di distruzione di attrezzature russe, di cui 146 unità distrutte dai droni FPV. Gli attacchi hanno distrutto attrezzature per un valore di 140 milioni di dollari, compreso un sistema di difesa aerea Tor da 25 milioni di dollari.

Poiché sono diventati una componente fondamentale della strategia militare ucraina, i droni FPV sono ora al centro di uno sforzo nazionale per aumentare la produzione. Non solo le aziende stanno espandendo le proprie linee di produzione, ma ci sono anche bandi e corsi aperti ai comuni cittadini per aiutare nell’attività di assemblaggio. Di conseguenza, l’Ucraina mira a produrre almeno un milione di droni di questo tipo nel 2024.

L’aumento della produzione ha anche contribuito a ridurre il costo di ciascun drone da 400 a 350 dollari. In confronto, un drone kamikaze antiuomo statunitense, lo Switchblade 300, può costare 12 volte di più, e una munizione di sbarramento, lo Switchblade 600, può essere 200 volte di più di un drone FPV di fabbricazione ucraina.

L’attenzione dell’Ucraina all’autosufficienza si estende alla produzione di armi pesanti, di cui l’unità di artiglieria semovente 2S22 Bohdana è un ottimo esempio. Almeno 30 Bohdana sono state prodotte durante la guerra. Secondo quanto riferito, nessuno è andato perduto finora e solo poche unità sono danneggiate e in riparazione.

In totale, 25 imprese e circa 400 specialisti sono coinvolti nella produzione di Bohdana, che è stata mantenuta decentralizzata per proteggerla dagli attacchi nemici. Aumentare la produzione di questo obice è fondamentale perché gli alleati dell’Ucraina non sono stati in grado di fornire sistemi di artiglieria da 155 mm sufficienti a soddisfare le sue esigenze. La produzione nazionale sta inoltre riducendo significativamente il costo di un’unità, attualmente pari a circa 2,5 milioni di dollari.

L’Ucraina ha anche cercato di istituire vari programmi di cooperazione in materia di difesa con gli alleati. Un esempio è la collaborazione con la tedesca Flensburger Fahrzeugbau Gesellschaft, che creerà un centro di riparazione nell’Ucraina occidentale, aumentando significativamente l’efficienza della manutenzione per mezzi come i carri armati Leopard e fornendo formazione in loco ai meccanici ucraini.

Un altro produttore di armi tedesco, Rheinmetall, ha già aperto un’officina di riparazione per carri armati in Ucraina e ha recentemente annunciato l’intenzione di creare una fabbrica per la produzione di munizioni da 155 mm in una joint venture con un partner ucraino.

L’Ucraina ha inoltre concluso un accordo con l’Agenzia intergovernativa ceca per la cooperazione in materia di difesa per la creazione di un cluster di produzione di armi e con la svedese BAE Systems per la produzione congiunta del veicolo da combattimento di fanteria CV-90.

Questa spinta verso l’autosufficienza non è solo una risposta in tempo di guerra, ma una visione strategica. L’Ucraina mira a costruire una solida industria della difesa in grado di ridurre la sua dipendenza dal sostegno esterno, contribuire a vincere la guerra in corso e sviluppare un forte deterrente militare contro le minacce future. Mira inoltre a diventare un importante esportatore di armi, sfruttando il settore della difesa per vantaggi economici e geopolitici.

Lo spostamento verso l’autosufficienza e le strategie innovative costituisce una testimonianza della resilienza dell’Ucraina. Il sostegno dei suoi alleati potrebbe diminuire, ma la determinazione dell’Ucraina a vincere questa guerra e ad assicurare un futuro luminoso ai suoi cittadini non diminuisce.

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all’autore e non riflettono necessariamente la posizione editoriale di Oltre La Linea.

Daniele Bianchi

Daniele Bianchi, nativo di Roma, è il creatore del noto sito di informazione Oltre la Linea. Appassionato di giornalismo e di eventi mondiali, nel 2010 Daniele ha dato vita a questo progetto direttamente da una piccola stanza del suo appartamento con lo scopo di creare uno spazio dedicato alla libera espressione di idee e riflessioni. La sua mission era semplice e diretta: cercare di capire e far comprendere agli altri ciò che sta effettivamente succedendo nel mondo. Oltre alla sua attività di giornalista e scrittore, Daniele investe costantemente nell'arricchimento della sua squadra, coinvolgendo professionisti con le stesse passioni e interessi.