In viaggio verso Agarthi, il regno che non c'è

In viaggio verso Agarthi, il regno che non c’è

Una città sotterranea, costruita dentro le viscere della Terra. Un antico regno perduto, lontano dalla corruzione del mondo di sopra e abitato da esseri illuminati e semidivini. Un posto dove tutta la saggezza e la conoscenza sono custodite gelosamente da un Re del Mondo. E’ Agarthi, l’inaccessibile.

Agarthi un tempo però non era un regno sotterraneo, ma sorgeva alla luce del sole come una Roma, una Londra o una New York qualsiasi. Non si chiamava nemmeno Agarthi, all’alba dei suoi tempi. Si chiamava bensì Paradesha, un termine sanscrito che significherebbe Paese Supremo. Paradesha era una città eletta, governata saggiamente e popolata da persone profondamente rispettose del divino e della natura. Questa città, secondo alcune leggende, sarebbe stata la culla delle future civiltà di lingua sanscrita.

In viaggio verso Agarthi, il regno che non c'è

Il mito di Paradesha si collega inevitabilmente a quello dell’Età dell’Oro. La città leggendaria prosperò infatti proprio durante l’epoca di massimo splendore per l’umanità, salvo poi decadere velocemente nei successivi secoli di caos e declino (il Kali Yuga della tradizione induista). Con l’arrivo delle guerre e dei nuovi popoli barbari, gli abitanti di Paradesha decisero di abbandonare la loro splendida città. Guidati dai loro sovrani, cercarono rifugio nelle profondità cave del pianeta Terra. Di Paradesha, che sarebbe sorta in India, ora non resterebbero che alcune antiche leggende.

Gli antichi abitanti di Paradesha, chiamati Arhat (gli illuminati), fondarono il regno sotterraneo di Agarthi. Lo costruirono nelle viscere della Terra, lontano dai pericoli provenienti dalle nuove civiltà del mondo superiore. Agarthi, non a caso, significherebbe inaccessibile. Un luogo protetto, chiuso e difficile da trovare, dove custodire tutta la saggezza dell’Età dell’Oro scampata alla decandenza. Alcune leggende raccontano di come il mitico regno sia in verità enorme, suvvidiso in otto entità più piccole e diffuso lungo tutta la profondità della Terra. Il centro del regno, tuttavia, si trova nell’Asia centrale.

Il Re del Mondo è il sovrano del regno di Agarthi. Chiamato anche Manu, egli sarebbe il tramite fra il mondo degli Uomini e quello degli Dei. L’idea di un Re del Mondo con attributi simili pare nascere fra i popoli delle steppe asiatiche, e con le loro migrazioni si sarebbe poi spostata verso sud, incontrando i popoli dell’India e del Tibet. Questi ultimi ne fecero il sovrano di Agarthi. Secondo alcune tradizioni induiste, egli non sarebbe altri che una delle incarnazioni, o avatar, del dio Vishnu.

Pur tenendo celato agli uomini l’ingresso per il regno di Agarthi, il Re del Mondo interagisce a vario titolo con gli abitanti della superficie. Il suo obiettivo è infatti quello di aiutare l’umanità a tornare verso l’Età dell’Oro, facendola uscire dal Kali Yuga in cui attualmente si ritrova. I grandi profeti delle religioni altro non sarebbero che emissari del Re del Mondo, così come anche molte altre personalità di grande influenza apparse nella storia.

In viaggio verso Agarthi, il regno che non c'è

Se il cuore di Agarthi si trova da qualche parte sotto le montagne dell’Asia centrale, gli accessi per raggiungere il mitico regno sono invece disseminati per tutto il pianeta Terra. Il Tibet, il Nepal e la Mongolia sono i Paesi che si contendono l’ingresso principale, quello più vicino al trono del Re del Mondo. Tuttavia diverse leggende, più o meno antiche e più o meno attendibili, ci parlano anche di altri punti d’accesso. Il Lago di Bolsena, nel viterbese, sarebbe l’ingresso italiano per Agarthi. Al centro del lago sorge l’Isola Bisentina, un luogo ritenuto sacro e magico fin dalla preistoria. Era qui che gli Etruschi officiavano i loro rituali più importanti, e probabilmente era proprio sulle rive del Lago di Bolsena che sorgeva il famoso Fanum Voltumnae, il santuario federale di tutte le città etrusche. E’ una leggenda etrusca a parlarci di una caverna sull’isola che porterebbe verso un mondo sotterraneo. Ma l’aspetto sacrale dell’Isola Bisentina non si è esaurito con la scomparsa degli Etruschi, il popolo più enigmatico che abbia abitato la nostra penisola, ma è continuato fino ai giorni nostri. Basti pensare che sull’isola, grande appena 17 ettari, si possono trovare ben sette chiese.

Il mito di Agarthi si diffuse ampiamente in Europa anche grazie agli studi della Società Teosofica Internazionale. Fondata dalla filosofa Helena Blavatsky nel 1875, la Società ruotava attorno allo studio dell’esoterismo e degli antichi testi sacri orientali. Fu madame Blavatsky a sostenere di essere in contatto telepatico con alcuni abitanti del regno sotterraneo, che avrebbero raccontato alla donna la storia della loro antica città e dell’Età dell’Oro. La Società Teosofica portò Agarthi all’interno del dibattito esoterico e spirituale ottocentesco, all’epoca particolarmente interessato alle antiche leggende orientali. L’idea di un’antica razza eletta, scampata al Kali Yuga e nascosta nelle viscere della Terra, avrebbe in seguito attirato anche le attenzioni della Società Thule prima e dell’Ahnenerbe poi.

La leggenda del mitico regno di Agarthi può essere collegata con quella tibetana dello Shambhala. Nel buddhismo tibetano, lo Shambhala è un luogo mitico situato all’interno dell’Himalaya. Viene citato nel tantra Kalachakra e perfino in alcuni testi precedenti alla nascita del Buddha. Si tratterebbe anch’esso di un leggendario regno abitato da persone illuminate e completamente votate a una vita spirituale. La capitale dello Shambhala è Kalapa, e secondo la tradizione vi insegnò per diverso tempo lo stesso Siddhartha Gautama (il Buddha). La vicinanza geografica e l’estrema somiglianza di caratteristiche fra Agarthi e Shambhala farebbero supporre che si tratti dello stesso leggendario regno, chiamato in maniera diversa nella tradizione indiana e in quella buddhista.

In viaggio verso Agarthi, il regno che non c'è

Lo scrittore ed esploratore polacco Ferdynand Ossendowski lasciò ampio spazio al mito di Agarthi e del Re del Mondo nel suo eccezionale Bestie, Uomini, Dei. Un libro di viaggio, attraverso le steppe della Siberia e della Mongolia, e poi giù fino ai monti del Tibet alla ricerca dell’antica saggezza lamaista. Viaggio e avventura, durante i difficili giorni della Rivoluzione d’Ottobre, che si intrecciano però con storie, leggende e racconti dei popoli incontrati. Storie e leggende che ruotano attorno al Re del Mondo, in attesa della sua venuta e del ritorno dell’Età dell’Oro.

(di Andrea Tabacchini)

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