Il GCC ha raggiunto l’unità e ora ha bisogno di difesa e sviluppo congiunti

Daniele Bianchi

Il GCC ha raggiunto l’unità e ora ha bisogno di difesa e sviluppo congiunti

Nel contesto della continua escalation nella regione, il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) persegue una politica diplomatica equilibrata fondata su appelli alla negoziazione e al sostegno ai processi politici volti a porre fine al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. I membri del GCC sostengono i principi di buon vicinato e di rafforzamento della stabilità regionale e sono uniti nella loro opposizione all’aggressione e alla destabilizzazione.

Nei prossimi mesi e anni, l’unità del Golfo potrà essere portata ancora più avanti perseguendo accordi di sicurezza regionali, stabilendo nuove rotte energetiche ed espandendo importanti progetti di integrazione economica che garantirebbero sviluppo e stabilità.

Al momento, il GCC deve continuare a esprimere il suo categorico rifiuto di qualsiasi tentativo di prendere il controllo dello Stretto di Hormuz o di usarlo come carta di pressione. Gli Stati del Golfo non possono e non saranno tenuti in ostaggio in nessuna circostanza.

Imporre restrizioni o prelievi alla libertà di navigazione attraverso lo stretto costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale: lo Stretto di Hormuz è una via d’acqua naturale disciplinata dal diritto del mare, che garantisce la libertà di passaggio, e non può essere trattato come un canale soggetto al controllo sovrano o all’estorsione politica. Qualsiasi tentativo di imporre una nuova realtà o di alterarne lo status giuridico incontrerà un’azione ferma da parte degli stati del GCC.

Vale la pena ricordare che lo stretto non è appannaggio di un unico partito. La sua sponda occidentale rientra nei territori degli stati membri del GCC: il Sultanato dell’Oman e gli Emirati Arabi Uniti. Questa è una realtà che riflette il complesso carattere geografico e giuridico dello stretto e conferma l’impossibilità di monopolizzare o controllare questa via d’acqua critica.

Gli Stati del GCC devono continuare a restare uniti nel respingere l’aggressione iraniana. Nessun attacco può essere legalmente giustificato con il pretesto di “legittima difesa”. Percorrere la strada dell’aggressione non ha fatto altro che isolare ulteriormente l’Iran dalla regione e dal resto del mondo; questo gli è costato gran parte della simpatia regionale di cui un tempo godeva.

In questo contesto, vale la pena notare che il protrarsi della tensione giova a molteplici parti, direttamente o indirettamente, a scapito della stabilità regionale. Le politiche dell’Iran nella regione, compreso il sostegno ai gruppi armati, l’indebolimento del principio di buon vicinato e l’alimentarsi dei conflitti, vanno contro il principio della sicurezza collettiva nella regione.

Gli Stati del Golfo non partecipano alla guerra americano-israeliano-iraniana e non cadranno nella trappola di esservi trascinati dentro. Allo stesso tempo, è essenziale stabilire forti salvaguardie per la sicurezza regionale.

Ciò può essere raggiunto innanzitutto attraverso la creazione di un’architettura di difesa congiunta sulla falsariga di una “NATO del Golfo”, con la possibilità che potenze regionali come Turkiye o Pakistan si uniscano per rafforzare la deterrenza collettiva.

Altrettanto urgente è l’accelerazione di una rete regionale per la trasmissione di gas, petrolio, elettricità e acqua, che colleghi gli Stati del Golfo e si estenda attraverso l’Arabia Saudita al Mar Rosso, attraverso l’Oman al Mar Arabico e potenzialmente attraverso la Siria al Mar Mediterraneo – diversificando le rotte energetiche e rafforzando la sicurezza energetica.

Allo stesso modo, esiste l’urgente necessità di sviluppare una rete ferroviaria transcontinentale che colleghi l’Asia orientale, compresa la Cina, all’Europa attraverso la regione araba, facilitando i flussi commerciali, approfondendo l’integrazione economica e rilanciando il ruolo storico della regione come hub commerciale globale sulla falsariga dell’antica Via della Seta. Tali progetti rafforzerebbero la stabilità e lo sviluppo e chiuderebbero la porta a programmi espansionistici o visioni unilaterali.

Allo stesso tempo, è importante notare che la stabilità regionale è legata alla questione palestinese. Pertanto, è della massima importanza perseguire una soluzione giusta e globale sulla base della soluzione dei due Stati e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite. L’Iniziativa di pace araba deve essere sostenuta come quadro globale per una soluzione giusta e completa.

In questo quadro, è importante adottare una politica estera del Golfo unificata sulle questioni regionali e internazionali e accelerare l’attuazione di progetti di trasporto regionali come la Ferrovia del Golfo e i corridoi economici Asia-Europa. Ciò approfondirebbe l’integrazione economica tra gli Stati del Golfo e rafforzerebbe la loro posizione internazionale. Non è possibile costruire una vera integrazione senza una politica unificata, un’architettura di difesa condivisa e un chiaro deterrente collettivo.

In conclusione, il messaggio che il GCC dovrebbe mantenere è chiaro: la sicurezza del Golfo è una linea rossa e la sua stabilità è una responsabilità collettiva che non ammette compromessi. Gli Stati del Golfo rimarranno fermi nel loro diritto di proteggere la propria sovranità e salvaguardare i propri interessi con ogni mezzo legittimo disponibile.

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all’autore e non riflettono necessariamente la posizione editoriale di Oltre La Linea.

Daniele Bianchi

Daniele Bianchi, nativo di Roma, è il creatore del noto sito di informazione Oltre la Linea. Appassionato di giornalismo e di eventi mondiali, nel 2010 Daniele ha dato vita a questo progetto direttamente da una piccola stanza del suo appartamento con lo scopo di creare uno spazio dedicato alla libera espressione di idee e riflessioni. La sua mission era semplice e diretta: cercare di capire e far comprendere agli altri ciò che sta effettivamente succedendo nel mondo. Oltre alla sua attività di giornalista e scrittore, Daniele investe costantemente nell'arricchimento della sua squadra, coinvolgendo professionisti con le stesse passioni e interessi.