Come cambia il gusto letterario degli italiani: generi, tendenze e nuove abitudini di lettura

Daniele Bianchi

Come cambia il gusto letterario degli italiani: generi, tendenze e nuove abitudini di lettura

La lettura in Italia non è mai stata un affare statico. In continua trasformazione, influenzata dai mezzi di comunicazione, dalle mode culturali e dai ritmi di vita, oggi assume forme nuove e si apre a spazi prima impensabili: dal podcast narrativo al libro consigliato da un influencer. Ma cosa leggono davvero gli italiani oggi? E come si orientano nel vasto panorama editoriale? Proviamo a capirlo analizzando dati, comportamenti e trend letterari emergenti.

Tra carta e digitale: come leggono oggi gli italiani?

In principio era la carta. Ma oggi, tra eBook, audiolibri, newsletter letterarie e app di lettura, i modi per leggere si sono moltiplicati. La pandemia da Covid-19 ha dato un’ulteriore scossa evolutiva al tutto: molti italiani hanno riscoperto il piacere della lettura, cercando rifugio nei romanzi o ascoltando storie durante le passeggiate solitarie. Tutto questo ha influenzato profondamente il complesso rapporto tra gli italiani e la lettura. Il libro non è più solo un oggetto, ma una parte di un ecosistema modulabile, che si adatta ai momenti della giornata, agli stati d’animo, persino ai dispositivi a portata di mano. Leggere è diventato un atto più flessibile, ma non per questo meno coinvolgente: cambia la forma, ma il desiderio di storie resta intatto.

La carta resiste, ma cambia ruolo

Il libro tradizionale mantiene ancora oggi un forte potere simbolico e affettivo. Molti lettori lo preferiscono per la sensazione fisica della pagina, l’odore dell’inchiostro, la libertà di annotare a margine. La carta viene scelta sempre più spesso per letture “di spessore”, cioè romanzi complessi, saggi, opere letterarie. Il digitale, invece, si presta meglio alla narrativa di consumo, ai thriller, ai romanzi brevi o alla saggistica divulgativa.

L’avanzata (silenziosa) del digitale

L’eBook, inizialmente accolto con scetticismo, ha trovato una sua nicchia stabile. I costi sono più bassi, la praticità evidente… Ma anche per la possibilità di leggere ovunque, su più dispositivi può diventare un fattore determinante nella scelta. Ancora più interessante è l’esplosione degli audiolibri, che oggi attraggono lettori anche occasionali. Piattaforme come Audible, Storytel e Spotify Books hanno trasformato l’ascolto in una nuova forma di fruizione culturale, compatibile con i ritmi frenetici della vita urbana. In auto, durante una corsa… Il libro “si ascolta” dove prima non si poteva leggere.

Le nuove abitudini di lettura: flessibilità e contaminazione

Oggi leggere non è più solo “aprire un libro”. È iscriversi a una newsletter letteraria (come Cose spiegate bene di Il Post), seguire un canale Telegram che consiglia romanzi, ricevere alert dalle app di lettura personalizzata come Wattpad, Kobo, Kindle.

In questo contesto, la lettura diventa:

  • Sociale, perché si commenta online, si condividono recensioni e citazioni;
  • Multicanale, perché si passa da un formato all’altro con fluidità;
  • Personalizzata, grazie agli algoritmi che suggeriscono libri simili a quelli già letti.

Non si può ignorare, infine, il ruolo delle subscription box letterarie, come Abbonamenti di lettura o Bookdealer Box, che ogni mese spediscono a casa un libro a sorpresa selezionato da librai o curatori indipendenti. Un modo “slow” e curato per contrastare il consumo frenetico e coltivare il piacere della scoperta.

Una nuova identità del lettore italiano

L’insieme di questi cambiamenti ha ridefinito l’identikit del lettore italiano. Non più (solo) chi si isola in silenzio con un libro in mano, ma anche chi ascolta durante una camminata, chi legge su uno schermo retroilluminato, chi cerca spunti su TikTok, chi segue un dibattito letterario su Twitter.

È un lettore fluido, connesso, esigente, che vuole essere parte attiva del mondo editoriale. Non si accontenta della classifica dei più venduti, ma cerca esperienze, narrazioni coinvolgenti, punti di vista nuovi.

I generi preferiti dagli italiani negli ultimi anni

Il mercato editoriale italiano degli ultimi dieci anni mostra alcune tendenze piuttosto consolidate. Il thriller resta tra i generi più amati: merito della suspense, dei finali inaspettati e di autori ormai affermati come Donato Carrisi, Maurizio De Giovanni o Tana French. In libreria, questi romanzi occupano interi scaffali, spesso accompagnati da campagne pubblicitarie molto mirate.

Un altro genere in ascesa è il memoir, il racconto autobiografico che mescola introspezione e narrazione. Dai diari di malattia ai viaggi di rinascita, questo tipo di libro tocca corde profonde e ha riscosso enorme successo anche tra autori emergenti.

La narrativa contemporanea italiana, infine, non ha mai smesso di offrire voci nuove, stili sperimentali e temi d’attualità. Gli scrittori italiani pubblicati negli ultimi anni, da Teresa Ciabatti a Claudia Durastanti, hanno saputo cogliere l’inquietudine generazionale, i rapporti familiari, l’identità e il cambiamento sociale, spesso con una prospettiva fresca.

L’influenza dei social nella scelta dei libri: BookTok e Bookstagram

C’è stato un tempo in cui si sceglieva cosa leggere in base al consiglio del libraio di fiducia o a una recensione sul giornale. Oggi, sempre più lettori – in particolar modo gli under 35 – si affidano ai social.

I più usati sono senza dubbio:

  • BookTok (la community letteraria di TikTok) ha rilanciato romanzi anche datati, portandoli in cima alle classifiche grazie a brevi video emozionali e coinvolgenti;
  • Bookstagram, su Instagram, crea veri e propri spazi di condivisione visiva e affettiva del libro letto: copertine, citazioni, ambientazioni, sensazioni.

Molti editori italiani hanno imparato a cavalcare questi fenomeni. Alcuni lanciano le uscite in anteprima a influencer selezionati, altri creano collane dedicate ai gusti di queste community. L’effetto? Alcuni titoli esauriti nel giro di pochi giorni e lettori molto più coinvolti e partecipativi.

Dalle librerie a TikTok

La rivoluzione social nella lettura è stato tanto recente quanto travolgenteBookstagram è nato per primo, tra il 2015 e il 2016, come branca tematica della più ampia community di Instagram. A dare inizio al fenomeno sono stati giovani lettori, spesso donne under 30, che postavano foto curate di libri accompagnate da recensioni personali, citazioni e riflessioni. L’estetica “cozy”, l’attenzione per la composizione dell’immagine e la capacità di creare un dialogo emotivo con i follower hanno trasformato molti account in veri e propri influencer letterari. Alcuni, come @bookishbronte o @foldedpagesdistillery, si sono affermati come punti di riferimento internazionali, raggiungendo centinaia di migliaia di follower. In Italia, profili come @labibliotecadidaphne e @libri.in.pillole svolgono un ruolo attivo nel consigliare letture di qualità e nel segnalare novità editoriali.

Il fenomeno di BookTok, invece, è esploso nel 2020 durante la pandemia, quando i lockdown hanno spinto milioni di giovani a cercare nuove forme di intrattenimento su TikTok. A sorpresa, i brevi video verticali da 15 o 60 secondi hanno dimostrato di poter parlare di libri con una forza narrativa e virale mai vista prima. Il meccanismo era semplice ma potentissimo: pochi secondi per raccontare una tramacondividere un’emozione o – in molti casi – mostrare il pianto inconsolabile dopo un finale straziante. Hashtag come #BookTok hanno superato i 204 miliardi di visualizzazioni (dato aggiornato a luglio 2025), e intere collane editoriali sono state ristampate per far fronte alla domanda generata da un singolo video virale.

In Italia, il fenomeno è arrivato poco dopo ma con altrettanta forzaCase editrici come Feltrinelli e Mondadori hanno iniziato a collaborare con creator italiani – tra cui spiccano profili come @irene._.books o @alice.in.bookland – coinvolgendoli in campagne, recensioni, eventi e anche nella selezione delle nuove uscite.

La cosa più interessante? BookTok e Bookstagram non si pongono come sostituti della critica letteraria, ma come mediatori culturali capaci di riattivare il piacere della lettura in fasce di pubblico spesso trascurate dall’editoria tradizionale.

Piccoli editori e librerie indipendenti: il ritorno delle scelte consapevoli

In un mercato dominato da colossi editoriali, si assiste a un fenomeno controcorrente: la riscoperta dei piccoli editori e delle librerie indipendenti. Il desiderio di scovare storie veramente fresche e originali, voci alternative, proposte che non seguono necessariamente la logica del bestseller.

Case editrici come Iperborea, NNEditore o Edizioni Sur hanno costruito un’identità precisa, attirando lettori alla ricerca di narrativa nordica, americana o sperimentale. Le librerie indipendenti, dal canto loro, diventano luoghi di incontro, laboratori culturali, spazi di approfondimento.

Lettori “seriali” e binge reading: la narrativa ai tempi di Netflix

Una delle trasformazioni più sorprendenti è il binge reading, ovvero la tendenza a leggere un’intera saga, una trilogia o una serie di libri in tempi molto rapidi, senza soluzione di continuità. Proprio come si guardano le serie TV.

Le ragioni? Le saghe costruiscono universi narrativi complessi, stimolano l’attaccamento ai personaggi e facilitano l’immersione totale. Alcuni esempi recenti:

  • La serie di Elena Ferrante, iniziata con “L’amica geniale”;
  • I romanzi storici di Valerio Massimo Manfredi o di Ken Follett;
  • Le serie young adult di autori come Cassandra Clare o Licia Troisi.

L’editoria ha risposto con edizioni boxate, pubblicazioni ravvicinate, spin-off e contenuti extra, proprio come fa Netflix con le sue produzioni. Anche il linguaggio narrativo si adatta: capitoli brevi, cliffhanger, ritmo serrato.

Dove trovare spunti di lettura aggiornati e autorevoli

In un panorama editoriale sempre più saturo e caotico, trovare consigli di lettura realmente affidabili può diventare un’impresa. Gli scaffali delle librerie traboccano di novità, le piattaforme digitali propongono suggerimenti algoritmici e i social sono invasi da contenuti promozionali. Ma esistono ancora canali autorevoli, curati, capaci di offrire segnalazioni di qualità, adatte sia al lettore curioso che allo studioso esigente.

Le rubriche culturali dei quotidiani e delle riviste

Un punto di riferimento costante sono le pagine culturali dei principali quotidiani italianiIl Corriere della Sera propone ogni settimana recensioni firmate da critici ed esperti, nella sezione La Lettura, arricchita anche da una rivista mensile cartacea. Anche la Repubblica, attraverso il supplemento Robinson, ospita interviste agli autori, anticipazioni, classifiche e riflessioni sul mondo dell’editoria.

Riviste specializzate come L’Indice dei libri del mese o Pulp Libri rappresentano invece un baluardo della critica letteraria indipendente. Qui si trovano recensioni ragionate, analisi approfondite e focus su titoli che spesso non rientrano nei circuiti mainstream.

I portali tematici e i siti editoriali

Alcuni portali italiani si sono affermati negli anni come veri e propri hub per lettori attenti. Tra questi spiccano:

  • Il Libraio: magazine digitale edito da GeMS, con consigli suddivisi per genere, classifiche, interviste e rubriche tematiche;
  • Minima&Moralia: blog letterario fondato da scrittori, giornalisti e critici, punto di riferimento per chi cerca riflessioni originali e titoli di nicchia;
  • Sololibri.net: aggiornato quotidianamente con recensioni scritte da lettori esperti, adatto a chi vuole confrontarsi con diversi punti di vista.

Il premio letterario Strega come guida alla qualità

Il Premio Strega rappresenta una bussola culturale per orientarsi tra le migliori voci della narrativa italiana contemporanea. Fondato nel 1947 per volontà di Maria Bellonci e Guido Alberti, il premio è da sempre considerato uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari del nostro Paese.

Ciò che lo rende rilevante non è solo la sua lunga storia o l’autorevolezza della giuria composta dagli Amici della Domenica, ma anche la sua capacità di fotografare ogni anno le tendenze, le urgenze e i linguaggi della letteratura italiana. Non si premia solo la qualità stilistica, ma anche il modo in cui un’opera riesce a raccontare il presente, le sue contraddizioni, le sue ferite, i suoi slanci.

Negli ultimi anni, ad esempio, sono saliti sul podio libri che affrontano tematiche cruciali:

  • La scuola cattolica di Edoardo Albinati (2016), che riflette sull’educazione maschile, il privilegio e la violenza;
  • Le otto montagne di Paolo Cognetti (2017), un inno alla lentezza e al legame con la natura;
  • Spatriati di Mario Desiati (2022), che esplora identità fluide, dislocazioni e marginalità sociali;
  • Come d’aria di Ada D’Adamo (2023), un memoir lirico e struggente che ha commosso pubblico e critica, vincendo postumo e rappresentando il primo caso nella storia del premio di un riconoscimento assegnato a un’autrice scomparsa poco prima della proclamazione.

Questi titoli diventano spesso oggetto di studio nelle scuole, nei club del libro, nei festival letterari, stimolando dibattiti e approfondimenti. Il Premio Strega ha il merito di creare attenzione attorno a libri che spesso, senza quel sigillo di qualità, rischierebbero di passare inosservati.

Per chi desidera avere una panoramica aggiornata, coerente e autorevole della narrativa italiana, l’elenco dei vincitori del Premio Strega negli ultimi anni è una risorsa preziosa: una linea del tempo letteraria che attraversa generi, stili e temi con coerenza e profondità.

La forma cambia, ma il desiderio di leggere resta

Cambiano i supporti, si moltiplicano i formati, si accorciano i tempi. Leggere oggi non significa più soltanto sedersi con un libro tra le mani, ma anche ascoltare una voce narrante durante il tragitto casa-lavoro, sfogliare un eBook a luce spenta prima di dormire, seguire una diretta social in cui si discute di romanzi.

Eppure, dietro ogni gesto, c’è ancora lo stesso impulso antico: cercare storie capaci di parlarci. Che siano romanzi d’amore o memoir dolorosi, thriller ad alta tensione o classici riscoperti, la lettura continua ad avere un ruolo insostituibile: mettere in contatto il lettore con se stesso e con il mondo.

Non importa se si passa da una pagina sfogliata a uno schermo toccato: ciò che resta è la forza delle parole, il piacere dell’immaginazione, la sete di senso. E in fondo, in ogni nuova abitudine che nasce, c’è sempre la stessa passione di chi ha amato i libri fin dall’inizio.

Daniele Bianchi

Daniele Bianchi, nativo di Roma, è il creatore del noto sito di informazione Oltre la Linea. Appassionato di giornalismo e di eventi mondiali, nel 2010 Daniele ha dato vita a questo progetto direttamente da una piccola stanza del suo appartamento con lo scopo di creare uno spazio dedicato alla libera espressione di idee e riflessioni. La sua mission era semplice e diretta: cercare di capire e far comprendere agli altri ciò che sta effettivamente succedendo nel mondo. Oltre alla sua attività di giornalista e scrittore, Daniele investe costantemente nell'arricchimento della sua squadra, coinvolgendo professionisti con le stesse passioni e interessi.