Tra le richieste di regolamentazione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incontrato i dirigenti dell’intelligenza artificiale alla Casa Bianca per mettere in atto un patto volontario, chiamato White House Accord on Super Intelligence.
L’accordo, firmato martedì dai dirigenti di Meta, Nvidia, Google, OpenAI, xAI e Anthropic, invita le aziende a mettere in atto dei guardrail internamente per aiutare a monitorare i rischi per la sicurezza, con quattro livelli di controllo.
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Cosa fa e cosa non fa l’accordo della Casa Bianca?
L’accordo prevede che le aziende mantengano i controlli interni, istituiscano un team interno per supervisionare tali controlli, collaborino con revisori esterni indipendenti e creino un comitato del consiglio indipendente per esaminare i risultati.
Il patto, tuttavia, è volontario e non giuridicamente vincolante. Non prevede sanzioni per le aziende che non si adeguano. Il patto non impone alle aziende di rendere pubblici i risultati degli audit né di attribuire al governo un ruolo esecutivo. Le aziende mantengono anche il controllo su come vengono implementate le misure di salvaguardia.
L’accordo lascia tuttavia aperta la possibilità che le sue misure possano eventualmente diventare obbligatorie. Si dice che, nel tempo, potrebbe “avere senso codificare questi passaggi in leggi o regolamenti”.
“Ci sarà un enorme aspetto di autocontrollo”, ha detto Trump ai giornalisti, aggiungendo che è “moralmente vincolante”.
Sul prato della Casa Bianca, insieme ai dirigenti, Trump ha affermato che le società di intelligenza artificiale hanno fatto un ottimo lavoro di autocontrollo.
Anche il CEO di Google, Sundar Pichai, ha pubblicizzato l’accordo sui social media.
“Siamo impegnati a lavorare con altri leader del settore per stabilire norme e rafforzare la fiducia del pubblico. L’accordo della Casa Bianca e l’impegno congiunto sulle responsabilità di frontiera firmati oggi rappresentano una solida base per andare avanti: contengono passi concreti e concreti per promuovere uno sviluppo sicuro, offrendo allo stesso tempo i vantaggi economici e scientifici di questa tecnologia”, ha affermato Pichai in un post su X.
Perché le aziende di intelligenza artificiale chiedono una maggiore regolamentazione?
L’accordo arriva nonostante le richieste di alcune delle stesse aziende di standard di sicurezza imposti dal governo.
A settembre, Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, il creatore di ChatGPT, ha chiesto al Congresso di stabilire standard nazionali obbligatori di sicurezza sull’intelligenza artificiale.
“Gli standard guidati dall’industria completerebbero – e non sostituirebbero – le garanzie federali obbligatorie e il controllo democratico”, ha affermato Lehane in un post.
A giugno, il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto “una regolamentazione più seria e vincolante dell’intelligenza artificiale”. A luglio, Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, ha chiesto la creazione di un watchdog sull’intelligenza artificiale guidato dagli Stati Uniti.
Le richieste di guardrail arrivano in un momento in cui alcuni dipendenti di quelle aziende hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che i sistemi di intelligenza artificiale sempre più sofisticati vengano adeguatamente sorvegliati.
Due dipendenti di OpenAI hanno avvertito i dirigenti che i test dei nuovi modelli dell’azienda non venivano adeguatamente monitorati. Secondo quanto riferito dal New York Times, gli avvertimenti non sono stati presi in considerazione prima di incidenti in cui i modelli si sono comportati in modi non desiderati.
Cosa propongono i legislatori?
Le pressioni per regolamenti giuridicamente vincolanti provengono dal Congresso piuttosto che dalla Casa Bianca.
All’inizio di questo mese, Jacob Coxon, ex ricercatore di intelligenza artificiale presso Anthropic, ha avvertito che la tecnologia dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una minaccia esistenziale per l’umanità entro il prossimo decennio, suscitando una rinnovata attenzione da parte dei legislatori.
Tra le proposte più complete figurano quelle del senatore indipendente del Vermont Bernie Sanders e del deputato Greg Casar, un democratico del Texas.
I due legislatori hanno introdotto il Ban Artificial Superintelligence Act, che, se approvato, vieterebbe permanentemente lo sviluppo e l’impiego della superintelligenza artificiale e sospenderebbe temporaneamente lo sviluppo dell’IA avanzata fino a quando un regolatore federale non stabilirà norme di sicurezza.
Il disegno di legge creerebbe anche un Dipartimento di Intelligenza Artificiale a livello di gabinetto per monitorare i sistemi di IA di frontiera – un termine usato per descrivere i sistemi di IA più avanzati – oltre a supervisionare le capacità pericolose e supervisionare la distruzione della superintelligenza artificiale, se necessario.
La legislazione imporrebbe dure sanzioni per le violazioni, come fino a 20 anni di carcere per i singoli individui.
Si presenta nel contesto di un disegno di legge bipartisan presentato la scorsa settimana dai senatori Chris Coons, un democratico del Delaware; Brian Schatz, un democratico delle Hawaii; Katie Britt, una repubblicana dell’Alabama; e James Lankford, un repubblicano dell’Oklahoma.
L’AI Systems Transparency Act richiederebbe alle società di intelligenza artificiale di rivelare quali dati raccolgono e quali misure hanno in atto per evitare che i loro sistemi diventino canaglia o vengano utilizzati in modo improprio da malintenzionati.
Cosa significa realmente “superintelligenza”?
La Casa Bianca ha chiamato l’accordo Accordo della Casa Bianca sulla Super Intelligence nel contesto della spinta di Trump a rinominare “intelligenza artificiale” nei documenti governativi.
Nel settore tecnologico, la “superintelligenza” si riferisce a una forma di intelligenza artificiale che supera le capacità intellettuali umane.
Trump, tuttavia, ha ordinato alle agenzie del ramo esecutivo di utilizzare la “Super Intelligence” o “SI” al posto di “intelligenza artificiale” o “AI” nelle comunicazioni ufficiali.
Martedì, Trump ha delineato un nuovo ordine esecutivo che afferma che “Super Intelligence” si riferisce a tecnologie e sistemi coperti dall’attuale definizione legale di intelligenza artificiale e dirige la creazione di una nuova definizione federale entro 60 giorni.




