Daniele Bianchi

Le immagini satellitari mostrano 10 luoghi in cui l’acqua sta scomparendo a livello globale

Secondo un rapporto della Banca Mondiale del 2025, il mondo sta perdendo circa 324 trilioni di litri (85,6 trilioni di galloni) di acqua dolce ogni anno, sufficienti a soddisfare i bisogni di 280 milioni di persone ogni anno.

Questa persistente perdita di acqua dolce, nota come “essiccazione continentale”, è causata dal peggioramento della siccità e da pratiche insostenibili per la terra e l’acqua.

Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla desertificazione e la siccità e promuovere azioni per ripristinare i terreni degradati, l’ONU ha celebrato il 17 giugno come Giornata mondiale per combattere la desertificazione e la siccità.

Nel seguente articolo, Oltre La Linea esamina 10 esempi di contrazione di laghi, fiumi e dighe in tutto il mondo.

Fiume Paranà, Argentina

Con un’estensione di circa 4.900 km (3.030 miglia), il fiume Paranà è il secondo fiume più lungo del Sud America, dopo l’Amazzonia, e funge da vitale arteria commerciale che collega Brasile, Paraguay e Argentina.

Spinto da siccità pluriennali, un confronto tra le immagini satellitari del 1990 e del 2026 mostra come i livelli dell’acqua nel porto di Rosario siano crollati. Questa drastica contrazione ha interrotto il trasporto del grano, ridotto la produzione idroelettrica presso la diga di Itaipu ed esposto vaste pianure del letto del fiume e isole di nuova formazione.

Lago Poope, Bolivia

Situato a un’altitudine di 3.700 metri (12.000 piedi), il Lago Poope in Bolivia è uno degli esempi più estremi al mondo di lago d’alta quota in via di scomparsa.

Un confronto tra le immagini satellitari del 1984 e del 2020 mostra come quello che una volta era il secondo lago più grande della Bolivia, che copriva 1.000 chilometri quadrati (390 miglia quadrate), sia quasi scomparso. Le deviazioni d’acqua, la siccità e il riscaldamento ne hanno causato il prosciugamento, trasformandolo in una distesa salata e distruggendo la pesca e i mezzi di sussistenza degli indigeni Uru.

Lago Ngami, Botswana

Situato all’estremità sud-occidentale del delta dell’Okavango in Botswana, il lago Ngami presenta ampie oscillazioni tra zone umide e condizioni quasi secche a seconda dell’afflusso dal sistema dell’Okavango.

Un confronto tra le immagini satellitari del 1984 e del 2020 evidenzia la sua natura altamente variabile e sensibile al clima. Spinto da gravi siccità e da afflussi fluttuanti dai canali a monte, il lago è quasi scomparso nel suo punto più basso, trasformando le zone di pesca produttive e i pascoli per il bestiame in un bacino fessurato per poi entrare in una fase di parziale recupero.

Laguna de Aculeo, Cile

Situata nel Paine, vicino a Santiago, la Laguna Aculeo è un esempio lampante di lago scomparso negli ultimi decenni a causa della prolungata siccità e dello stress idrico.

Un confronto tra le immagini satellitari del 2007 e del 2026 mostra come il sito ricreativo un tempo popolare che sosteneva le comunità locali si sia in gran parte prosciugato.

Lago Urmia, Iran

Situato nell’Iran nordoccidentale, il Lago Urmia era un tempo il più grande lago di acqua salata del Medio Oriente, coprendo quasi 6.000 kmq (2.300 miglia quadrate) negli anni ’90. Da allora si è ridotto a circa 581 km quadrati (224 miglia quadrate), meno del 10% della sua dimensione precedente.

Siccità consecutive, uso agricolo dell’acqua, deviazione dei fiumi ed estrazione delle acque sotterranee hanno trasformato vaste distese del Lago Urmia in saline esposte.

Le paludi di al-Chibayish, Iraq

Situate nel sud dell’Iraq, le paludi di al-Chibayish fanno parte delle più ampie zone umide della Mesopotamia, patrimonio mondiale dell’UNESCO, alimentate dai fiumi Tigri ed Eufrate, e sono tra gli ecosistemi di zone umide più importanti del Medio Oriente.

Un confronto tra le immagini satellitari del 1984 e del 2020 mostra importanti cambiamenti nelle paludi. Il grave drenaggio e la siccità hanno causato un diffuso prosciugamento negli anni ’90, ma da allora alcune parti si sono riprese negli ultimi anni grazie all’aumento delle precipitazioni e agli sforzi di ripristino in corso.

Ambovombe, Madagascar

Ambovombe è una città del Madagascar meridionale, situata in una delle regioni del paese più stressate dal punto di vista climatico e soggette a siccità.

Un confronto tra le immagini satellitari del 1985 e del 2020 evidenzia una grave crisi ecologica nel Madagascar meridionale causata da una siccità pluriennale e dall’aumento delle temperature. Forti tempeste di sabbia rossa e carenza di precipitazioni hanno degradato le fonti d’acqua e i terreni agricoli, danneggiando l’agricoltura di sussistenza e il bestiame e contribuendo a diffuse difficoltà e sfollamenti.

Lago Faguibine, Mali

Situato vicino al confine del Sahara, il lago Faguibine nel nord del Mali è in gran parte scomparso negli ultimi decenni.

Storicamente alimentato dalle acque alluvionali del fiume Niger, le immagini satellitari dal 1984 al 2020 mostrano come la riduzione delle inondazioni, della siccità e dell’accumulo di sedimenti abbia causato il drastico restringimento del lago, lasciando gran parte del suo bacino asciutto e sempre più desertificato.

Lago Mead, Stati Uniti

Situato al confine tra Nevada e Arizona, il Lago Mead è il più grande bacino idrico degli Stati Uniti per capacità. Formata dalla costruzione della diga di Hoover sul fiume Colorado negli anni ’30, è una fonte d’acqua fondamentale per milioni di persone nel sud-ovest degli Stati Uniti e in alcune parti del Messico.

Un confronto tra le immagini satellitari del 1984 e del 2020 mostra il drammatico declino del bacino idrico poiché la siccità prolungata, l’aumento delle temperature e la forte domanda di acqua hanno causato un brusco calo dei livelli dell’acqua, esponendo vasti tratti di costa e terreni precedentemente sommersi.

Lago d’Aral meridionale, Uzbekistan

Situato nel nord-ovest dell’Uzbekistan, il Lago d’Aral meridionale è parte di uno dei peggiori disastri ambientali causati dall’uomo al mondo.

Un confronto tra le immagini satellitari del 1984 e del 2020 mostra la drammatica scomparsa del lago poiché decenni di deviazioni dei fiumi per l’irrigazione hanno causato uno dei più grandi disastri ambientali del mondo, riducendolo di oltre il 90% e lasciando scoperti vasti tratti del precedente fondale del lago.

Daniele Bianchi

Daniele Bianchi, nativo di Roma, è il creatore del noto sito di informazione Oltre la Linea. Appassionato di giornalismo e di eventi mondiali, nel 2010 Daniele ha dato vita a questo progetto direttamente da una piccola stanza del suo appartamento con lo scopo di creare uno spazio dedicato alla libera espressione di idee e riflessioni. La sua mission era semplice e diretta: cercare di capire e far comprendere agli altri ciò che sta effettivamente succedendo nel mondo. Oltre alla sua attività di giornalista e scrittore, Daniele investe costantemente nell'arricchimento della sua squadra, coinvolgendo professionisti con le stesse passioni e interessi.