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Ansa e Propaganda Covid: ma nel frattempo il Paese precipita

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L’ANSA è un’agenzia di stampa italiana del Covid. Anche se in teoria dovrebbe essere tutt’altro: più di altri organi di informazione, dovrebbe interessarsi di riportare le notizie in modo asettico e imparziale.

Ma anche per l’ANSA quando si parla di Covid la propaganda è a senso unico, e guai a stare una sola volta dalla parte della povera gente. Meglio colpevolizzare e gridare alla presunta incivilità di chi, dopo un anno di stenti, vede ogni tanto una luce in fondo al tunnel.

L’ANSA, il Covid e i pienoni sui lidi pugliesi

Una delle storie più singolari pubblicate nell’articolo di stamattina sui terribili assembramenti è quella dei pienoni registrati nei giorni scorsi nei lidi pugliesi nella cittadina di Andria.

A quanto pare le attività di ristorazione, da quelle parti, sono andate benone. Noi diremmo “meno male”, considerata la carneficina economica a cui sono stati sottoposti negli ultimi 12 mesi. Il sindaco di Andria, Giovanna Bruno, tuttavia non la pensa così: “La situazione degli assembramenti è assurda e inqualificabile. Inciviltà allo stato puro, irresponsabilità. Non posso definire diversamente quanto si sta verificando nella nostra città e in tutto il resto della penisola”.

E a quanto pare non la pensa così nemmeno chi ha scritto l’articolo dell’ANSA, che chiude il virgolettato della Bruno con un laconico ma ben indirizzato: “Come darle torto”.

Insomma, l’idea che qualcuno ricominci a lavorare, a produrre e in definitiva a sopravvivere non piace tanto. L’esclusività e la priorità della conta dei “contagiati da Covid” (definizione sulla quale ormai si potrebbero scrivere enciclopedie) non viene messa in discussione.

E non solo per quel che concerne l’inqualificabile e incivile vitalità esibita sui lidi pugliesi.

Non è servito da deterrente nemmeno il raddoppio delle sanzioni, salite da mille a quasi 2mila da venerdì a sabato, durante i 102mila controlli anti-contagio censiti dal Viminale. Verificati oltre 13mila tra locali ed esercizi commerciali: 85 i titolari sanzionati, 45 le chiusure disposte.

“Non è servito”. Chissà come mai. Noi rilanceremmo con un consiglio: “Fatevi ogni tanto una maledettissima domanda”.

ANSA: A Milano il sindaco Sala “allargha le braccia”

Se Atene piange, Sparta non ride. A Sud come a Nord, c’è chi si permette di provare a lavorare considerati i ristori finora semi-inesistenti. L’ANSA – Covid non si risparmia di descrivere l’atteggiamento sconsolato del povero Giuseppe Sala.

Allarga le braccia il sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Intorno ai Navigli e alla Darsena c’erano migliaia e migliaia di persone. Le forze dell’ordine, tra quelle coordinate dalla Questura e quelle del Comune, erano pari a circa 200 unità, il numero l’ho ricevuto dal Prefetto. E, che piaccia o no, di più non si poteva metterne, – ha scritto Sala su Fb a chi lo accusa di non aver fatto abbastanza – perché la città è grande e va gestita nella sua interezza”.

Ma se non altro c’è una buona notizia. La Sardegna è pronta a diventare “zona bianca”. Il che, tradotto in spiccioli, significa semi-normalità.

Prima regione al nastro della ripartenza, con cautela e graduali riaperture, la Sardegna da oggi, sorretta dal suo Rt basso da ormai tre settimane, guadagna la ‘zona bianca’, ad eccezione di tre Comuni del sassarese da alcuni giorni in zona rossa. Sono 12mila i locali chiusi o soggetti alle restrizioni – tra questi 800 agriturismo – che torneranno quasi alla normalità.

A patto, per carità, di tenere il famigerato indice RT basso. Talmente basso che il Covid quasi non dovrebbe esistere. Ma come si fa a tenere l’indice basso se riaprendo la sua risalita è pressoché matematica (a meno che non intervenga l’unico vero agente che finora ha dimostrato di incidere sulla diffusione del virus più asintomatico di sempre, ovvero il clima e le temperature primaverili)?

Misteri della fede covidiana. L’importante, come sempre, è che si schiatti di fame ma non di virus. Ansa e Covid concordano.

(di Stelio Fergola)

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