Atlantide

Atlantide: tutte le fake news per analfabeti del programma di Purgatori

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Credo sia giunto il momento di denunciare il livello qualitativo infimo di Atlantide, la trasmissione condotta da Andrea Purgatori su La7. Non che nessuno si aspetti chissà cosa dalla rete televisiva in questione, ma è anche vero che certe vette di ignoranza sembrano irraggiungibili perfino per l’emittente di regime di proprietà del signor Urbano Cairo.

Atlantide e la storia a modo mio

Atlantide va in onda dal lontanissimo anno 2002, e chi scrive ammette di non poter conoscere il livello qualitativo della trasmissione alle origini, visto che la segue con “interesse” soltanto dalle ultime tre stagioni. Ma in questi ultimi anni, la “signora” Atlantide si è occupata di insegnare solo poche cose ai telespettatori: l’ignoranza, la superficialità e ovviamente l’onnipresente retorica priva di qualsiasi approfondimento. Si narrano momenti di altissima bruttezza giornalistica e storica, come l’intervista a quel rigororissimo studioso scientifico rispondente al nome di Antonio Scurati di qualche tempo fa. Ma non potremo andare troppo a ritroso nel tempo e ci concentreremo su altri due esempi, uno del mese scorso e l’altro di ieri sera, in cui questa mediocrità si è palesata in modo palpabile e, oserei dire, davvero oltre ogni limite della vergogna.

Una testimonianza recente del livello davvero scadente di Atlantide si era avuta il 20 maggio scorso, in una puntata dedicata a Giovanni Falcone e alla lotta alla mafia.

Nel corso della trasmissione si può assistere alla “brillante” intervista al giornalista Saverio Lodato.

Atlantide fake news

Costui, in mezzo a considerazioni ovvie sulla solitudine finale di Falcone, ne aggiunge altre che sarebbero anche divertenti, se non costuissero falsità conclamate. “Giovanni Falcone si era messo in testa di dichiarare una guerra alla mafia. Era convinto di avere alle spalle uno Stato che come lui aveva finalmente intenzione dopo 120, 140 anni  di volere chiudere con la parentesi della mafia. Lui capisce che non è così”.

Prima fake news: lo Stato italiano aveva già combattuto la mafia, portandola ai minimi termini tra gli anni Venti e Trenta, circostanza tra l’altro riconosciuta a più riprese da Falcone stesso quando era in vita, e non valgono a molto i tentativi disperati di chi aggiorna le pagine di wikipedia di attaccarsi alle analisi prive di fonti di Denis Mack Smith per smentire questo dato di fatto.

Seconda fake news: Falcone non era convinto di avere alcuno Stato dietro di sè, ed è sufficiente leggere il suo  Cose di Cosa Nostra per saperlo. Sono convinto che la redazione di Atlantide non ne abbia mai intravisto nemmeno una riga, ma anche se fosse, forse, cambierebbe poco.

Falcone era senza dubbio in primo piano per combattere la mafia, ma era assolutamente consapevole di essere solo, insieme a pochi altri collaboratori, e ne era a conoscenza almeno da 20 anni. Ne aveva raccontato al riguardo anche alla giornalista francese Michelle Padovani in un’intervista datata 1988. Nel 1992, per lui, non ci fu alcuna sorpresa. Né per la morte né tantomeno per il poco sostegno dello Stato. Retorica vuota e dispensatrice di ignoranza: un marchio ben noto ad Atlantide su La7, rigorosamente by Andrea Purgatori.

Durante la trasmissione il conduttorissimo si presta a un’altra colossale fesseria storica, analitica, pronunciata senza aver cognizione di fatti evidentissimi conoscibili anche semplicemente guardando una puntata di Narcos su Netflix: “Si può dire che quanto successo in Sicilia non è avvenuto da nessuna altra parte nel mondo?”.

Come se le mafie russe e giapponesi non esistessero, come se un certo Pablo Escobar in Colombia non fosse arrivato addirittura a possedere dei caccia personali e a comprarsi mezzo Stato in Sudamerica. Vi risulta che Totò Riina sia anche solo arrivato a immaginare livelli simili di controllo? Forse al signor Purgatori (e alla sua redazione di capre ignoranti) sì.

Atlantide e l’onnipresente fascismo

Le ultime perle di Atlantide risalgono alla serata di ieri e, guarda un po’ che novità, trattano di fascismo. Tralasciamo la fake news storica pronunciata in apertura sul deputato socialista Giacomo Matteotti “ucciso da una squadraccia fascista su mandato di Benito Mussolini” (circostanza, quella del “mandante”, ormai smentita da tutti dal punto di vista storico, anche da professionisti non certo orientati in senso favorevole come Lucio Villari, Emilio Gentile, non fossero bastate già le considerazioni di Renzo De Felice al tempo: ma è davvero sufficiente consultare un manuale di storia minimamente approfondito per non leggere una bestialità simile).

Concentriamoci sul cuore delle idiozie che ieri sera il programmone di Purgatori ci ha regalato, ovvero l’intervista a Luciano Canfora, nel corso del quale lo studioso la spara grossissima, affermando con sicurezza e rigore morale inattaccabile: “L’essenza del fascismo è il razzismo”.

Ora, io non ho dubbi si possa criticare il fascismo, non ho dubbi che la varietà di opinioni possa spingere a definirlo un periodo negativo. Ma non è obbligatorio dire idiozie per sostenere questa valutazione.

Il fascismo, prima del 1938, manco lo odora il razzismo. Nel 1932, nel documento programmatico della dottrina elaborato da Gentile, non ve n’è traccia. Al punto IX della dottrina testualmente si legge:

Non razza, nè regione geograficamente individuata, ma schiatta storicamente perpetuantesi, moltitudine unificata da un’idea, che è volontà di esistenza e di potenza: coscienza di sé, personalità.

Nel 1934 Mussolini pronuncia un discorso, ancora forse recuperabile su youtube, addirittura contro il razzismo. Perfino nel Manifesto della razza del 1938, documento indubbiamente razzista nella sostanza, si legge distintamente che “non è possibile determinare la superiorità di una razza su un’altra”.

Non c’è dubbio che l’ideologia fascista, nella fase finale della sua esperienza, sia contaminata dall’elemento razzista e ne faccia suo il messaggio almeno in parte.

Ma non è possibile che uno studioso cone Canfora non sappia certe cose. E’ obbligatorio pensare alla malafede, più che all’ignoranza.

Caratteristica distintiva di Atlantide e del modo in cui cerca di allevare generazioni di analfabeti con un altro comune denominatore, oltre le idiozie di cui abbiamo parlato prima: l’antifascismo verso un fascismo che manco esiste più.

(di Stelio Fergola)

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