Storia e cultura dell'esoterismo: intervista a Luca Siniscalco

Storia e cultura dell’esoterismo: intervista a Luca Siniscalco

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Abbiamo raggiunto per un intervista Luca Siniscalco, professore di Filosofia contemporanea e Storia e cultura dell’esoterismo presso Unitre Milano, curatore di saggi di Aleksandr Dugin, Ernest Niekisch e Julius Evola, nonché collaboratore di diverse riviste e case editrici.

Le lezioni

Attraverso i canali informatici stai tenendo lezioni di “Storia e cultura dell’esoterismo”, corso universitario che tieni da ottobre presso l’Università Unitre di Milano. Quanta partecipazione e interesse hai riscontrato, sia in aula che da casa, per una disciplina che spesso in ambito accademico, anche a causa dei temi ostici, è stata screditata?

L’interesse e la curiosità sono stati, lo dico sinceramente, molto al di sopra delle mie aspettative. L’inserimento di un corso così eccentrico – per usare un’espressione cara a Geminello Alvi – in un istituto non specializzato in discipline di questo tipo potrebbe sembrare infatti un azzardo. Ma il coraggio – quello mostrato, in questo caso, dal Rettore di Unitre Silvio Bolognini, interessato alle tematiche propostegli e fervente sostenitore dell’interdisciplinarietà – sempre ripaga. Il corso, che è alla sua prima annualità (2019/2020) – e che verrà certamente riproposto nel prossimo anno accademico, all’interno del Dipartimento di Scienze Tradizionali di Unitre Milano –, ha visto l’assidua partecipazione di una ventina fra gli studenti iscritti. Dopo il lockdown ingenerato dalla pandemia Covid è stato necessario individuare strumenti alternativi per concludere il percorso didattico che mi ero prefissato: si è così pensato a un’estensione dei corsi online, tramite video-lezioni su Youtube, anche in modo da estendere la platea degli spettatori.

Nonostante i contenuti inevitabilmente di nicchia, le otto lezioni da me sinora proposte hanno raggiunto un pubblico più che soddisfacente, in termini qualitativi – viste le varie dinamiche ingeneratesi, compresa questa stessa intervista – e numerici – ottenendo ciascun video un numero di visualizzazioni che vanno dalle cento alle settecento. Un piccolo successo per un’iniziativa che intende muovere alcuni passi verso la promozione della ricerca sull’universo esoterico con strumenti accademici. Sinora all’esoterismo, in Italia, si sono dedicati numerosi studiosi e ricercatori – anche in contesti universitari – ma sempre a partire da profili disciplinari distinti (la filosofia della religione, la storia dell’arte, la letteratura, ecc.), andando a evidenziare le molteplici e affascinanti commistioni fra le metodologie citate e il sapere esoterico. In “Storia e cultura dell’esoterismo”, invece, si entra in medias res nell’argomento, prendendo di petto alcune fra le questioni centrali all’interno delle principali tradizioni esoteriche occidentali: il rapporto con il sacro, la metafisica tradizionale, l’iniziazione, il legame fra misticismo, ascesi e indiamento (theosis), la relazione fra Oriente e Occidente su un piano mitico-simbolico, e molti altri temi affini.


A tuo avviso conoscere l’esoterismo può rappresentare uno strumento utile per lo studente, al di là della pratica esoterica, nell’affrontare lo studio delle diverse discipline umanistiche?

Certamente, e non solo umanistiche. Persino la scienza moderna sarebbe impensabile senza l’apporto epistemico e cognitivo offerto dal sapere esoterico. Fra alchimia e fisica atomica, per citare un parallelo scaturito dalla geniale immaginazione creativa di Jacques Bergier, c’è molta più affinità di quanto normalmente si creda.
È proprio questo l’intento culturale e didattico che mi ha stimolato alla “costruzione” del corso: mostrare la rilevanza, per la comprensione olistica dell’umano, dei linguaggi di tipo simbolico, analogico, iniziatico e metafisico. A titolo personale, non posso che dirmi affascinato dal carattere vivo e trasformativo dell’esoterismo.

Condivido quanto dichiarato da N.G. Dávila, il “Nietzsche di Bogotà”: «Non basta scrivere una verità né pensarla; qualsiasi verità che non è carne e ossa e sangue, in cosa differisce da un errore?» (Notas). D’altra parte il corso non intende affatto trattare questioni “operative” – su cui, peraltro, non avrei alcuna autorità per insegnare alcunché –, bensì a indagare l’ambito storico e culturale in cui, da un lato, alcune intuizioni esoteriche hanno preso le mosse e, dall’altro, che tali domini hanno contributo a creare, plasmare e determinare. Nella didattica, pertanto, si è seguito su un piano metodologico un incrocio sincretico di quelle che a mio avviso sono le traiettorie più feconde nella trattazione dei contenuti del corso: la storia delle idee, secondo la lezione di Arthur Lovejoy (su cui rimandiamo a La grande catena dell’essere, il suo capolavoro del 1936); la filosofica ermeneutica (sulla scorta di Martin Heidegger e, soprattutto, Hans Georg Gadamer, l’autore di Verità e Metodo); l’ermeneutica o fenomenologia religiosa inaugurata da Mircea Eliade; il metodo tradizionale coniato da Walter Heinrich.

L’esoterismo e “la destra”


Concordi nel ravvisare la causa dell’ostilità per l’esoterismo in ambito accademico, come successo per la geopolitica in passato, dall’accostamento dello stesso pensiero esoterico ad autori considerati di “destra” ?

È un pregiudizio certamente diffuso. Alimentato da studiosi validi ma ideologicamente miopi – si pensi a Furio Jesi – così come, più spesso purtroppo, dai ciechi soloni del mainstream radical chic. La questione, dalle innumerevoli implicazioni di carattere filosofico, storico, psicologico e sociologico persino, non può qui che essere soltanto citata, in virtù della sua complessità.

Al di là dell’ostilità preconcetta dovuta a ragioni politiche – che nel nostro Paese si è per decenni riprodotta nei sistemi educativi di ogni ordine e grado mediante le strategie politiche di tipo gramsciano adottate con lucidità strategica dall’intellighenzia marxista –, oggi, nell’epoca del tramonto delle grandi narrazioni, in una fase di spoliticizzazione radicale, l’ideologia della “planetarizzazione” (Heidegger) si esprime su piani ancor più sottili e pervasivi: ad essere rifiutata non è (sol)tanto l’ideologia politica, ma ogni orientamento culturale non riduzionista (in senso razionalista, filosofico-analitico o neuroscientifico) – ossia ogni prospettiva che non si arrenda all’idea dell’“uomo a una dimensione” (Marcuse), rivendicando piuttosto il carattere molteplice e complesso della realtà, la pluralità degli stati dell’esistenza, l’importanza dei qualia e non dei soli quanta, l’extra-ordinarietà sostanziale dei linguaggi simbolici e archetipici.

L’esoterismo, in questo senso, è un approccio radicalmente antimoderno: non per un suo correlato politico (affatto necessario e univoco, come mostra l’eterogeneità delle posizioni emerse in autori di formazione esoterica) quanto per la sua incompatibilità con il carattere monotonico dell’odierno “regno della quantità” (René Guénon). In senso costruttivo, invece, possiamo asserire che lo studio dell’esoterismo contribuisce ad arricchire la nostra percezione della realtà: insegna che la lettera sempre cela una pluralità di interpretazioni, che il vivente non può essere ridotto a puro oggetto materiale, che, alchemicamente, per realizzare la rubedo è indispensabile la nigredo, che, infine, «il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv, 3, 8).

Esoterismo: i pensatori

Quali sono i pensatori da cui attingi maggiormente per l’elaborazione del programma del corso?

La mia passione per il mondo della sapienza esoterica ha avuto principio dall’incontro col Tradizionalismo integrale e, in particolare, con l’opera di Julius Evola. Nel programma di quest’anno ho però tentato, secondo una modalità rizomatica e non esaustiva, di suggerire agli studenti stimoli diversi, eterogenei fra loro, nell’auspicio che questi potessero successivamente favorire l’approfondimento individuale, in base all’“equazione personale” di ciascuno. Nello specifico, dopo aver trattato le origini dell’esoterismo occidentale mi sono soffermato su alcuni dei suoi nuclei fondamentali – ermetismo, gnosticismo, alchimia, misticismo cristiano – sino a giungere alle soglie della modernità.

In questa seconda fase ho tematizzato le questioni fondamentali del Perennialismo, riferendomi soprattutto a René Guénon e Julius Evola, cui è dedicata la maggior parte dei video disponibili su Youtube. Ho poi brevemente introdotto l’opera dell’esoterista francese Jean Josipovici (l’autore de La scienza oscurantista) e ho infine trattato, con il collega e amico Roberto Cecchetti, le radici esoteriche dell’opera dello psicanalista Carl Gustav Jung. Spunti numerosi, perlopiù presentati in maniera incompleta e soltanto introduttiva, che spero tuttavia abbiano concorso a tracciare una mappa ideale per intraprendere autonomamente un viaggio nel mondo dell’esoterismo occidentale.


Autori come ad esempio Giorgio Galli, che con il suo lavoro ha generato una commistione di politica ed esoterismo, sono stati lungimiranti nel rintracciare l’interdisciplinarietà di questo campo del sapere. È possibile immaginare in futuro dei corsi di studio interamente dedicati all’esoterismo ?

Sulla fondamentale rilevanza interdisciplinare dell’esoterismo mi sono già espresso. Giorgio Galli ha svolto senza dubbio un lavoro encomiabile per promuovere la comprensione, nel nostro Paese, della fondamentale connessione fra dominio del Politico e sapere esoterico – un legame che coinvolge, fra i numerosi temi, questioni attinenti agli arcana imperii, all’inconscio collettivo e alla natura stessa del potere (la convinzione per cui «esiste un segreto celato in un’altra faccia della realtà, per cui questa non è politicamente gestibile soltanto con mezzi razionali» [G. Galli, Esoterismo e politica], percorre significativamente entrambi gli orizzonti, e quello politico e quello esoterico).

Corsi come quelli citati, d’altra parte, già esistono in Europa e negli Stati Uniti: il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Amsterdam (UvA), ad esempio, offre una laurea magistrale (Master’s degree) in “Western Esotericism”. Per la fioritura di siffatti percorsi accademici, fondamentale è stata la figura del Prof. Antoine Faivre (1934), che istituì nell’ormai lontano 1979, presso l’École pratique des haute études di Parigi, la cattedra di “Storia delle correnti esoteriche e mistiche dell’Europa moderna e contemporanea”. Oggi anche la ESSWE (European Society for the Study of Western Esotericism) lavora con grande acribia in direzione di un approfondimento degli studi esoterici in ambito universitario.

Una missione che, in Italia, rimane tuttora priva di statuto accademico, sebbene sia coraggiosamente perseguita da singoli meritevoli ricercatori, anche grazie a validi progetti editoriali e generose iniziative da parte di svariate associazioni, fondazioni e riviste. D’altra parte, diversi progetti formativi e editoriali, concepiti in una rete accademica interdisciplinare imperniata su alcune realtà istituzionali d’avanguardia – fra cui il CRIFU (Centro Ricerche e Formazione Unitre) – verranno presto alla luce, intercettando alcune delle tematiche evocate nel corso dell’intervista. Mi auguro di poterne dare presto notizia alla redazione di «Oltre la linea» e ai vostri lettori.

(di Emilio Bangalterra)

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