Rino Gaetano

In memoria di Rino Gaetano, grande artista e patriota

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Sorriso beffardo e ironico Rino Gaetano, voce graffiante, coraggio da vendere. Sono ormai passati quarant’anni dalla scomparsa del grande artista italiano, avvenuta in circostanze ancora oggi poco chiare in quel lontano 2 giugno del 1981 a Roma. Il cantautore crotonese ha saputo proporre i temi scottanti della politica italiana ed internazionale dei suoi tempi in uno stile musicale semplice e raffinato. Ma dietro la leggerezza delle sue ballate, c’era il Rino Gaetano patriota che denunciava i loschi intrecci politici e militari tra Stati Uniti e Italia, gli affari della P2 di Licio Gelli, gli scandali di una classe dirigente che stava lentamente affossando il Paese nel dominio estero e massonico.

Quando Rino Gaetano intonava “E Berta filava…”

Berta filava con Mario, filava con Gino”, cantava Rino Gaetano. Parole apparentemente senza senso, che in realtà sono un chiaro riferimento ai ministri dell’epoca Mario Tanassi e Luigi Gui responsabili dello scandalo Lockheed, un giro di tangenti internazionali legato all’acquisto dei velivoli militari Hercules C-130 da parte dell’Aeronautica militare. L’avvocato e scrittore Bruno Mautone, nel suo libro “Chi ha ucciso Rino Gaetano?”, sostiene che Berta non fosse il nome di una ragazza qualsiasi, ma che indicasse in realtà l’America. Robert E. Gross, il fondatore della Lockheed, era soprannominato infatti Bert.

DC-DC-DC-DC… Cazzaniga!

Anche questo singolare accostamento di parole all’interno della canzone “Nun te reggae più” è in realtà la rivelazione di fatti riservatissimi conosciuti soltanto dai poteri forti dell’epoca. Secondo Mautone, il Cazzaniga a cui Rino Gaetano faceva riferimento era niente meno che il vice presidente della Bastogi, Vincenzo Cazzaniga, già amministratore della Esso Italiana e dell’Unione petrolifera, oltre che finanziatore – guarda caso – della Democrazia Cristiana (DC). Con il suo proverbiale sarcasmo, l’artista stava rivelando con grande audacia fatti top secret.

Rino Gaetano e il “Mio fratello è figlio unico”

Rino Gaetano sapeva troppo. Come era giunto a conoscenza di queste informazioni riservate? Faceva anche lui parte della massoneria deviata? Probabilmente la risposta è no, non ne ha mai fatto parte. La canzone “Mio fratello è figlio unico” è particolarmente eloquente in questo senso, e sembra indicare la decisa presa di distanza dalle trame oscure della massoneria italiana filoamericana dei suoi tempi, considerato che i massoni sono soliti chiamarsi tra loro “fratelli”. Ma è sempre l’avvocato Mautone ad evidenziare un fatto singolare: il miglior amico di Rino Gaetano lavorava proprio all’interno di uffici consolari dell’ambasciata americana a Roma, e anche lui, proprio come Rino, decede prematuramente a seguito di un incidente stradale. Era forse grazie al suo caro amico che l’artista crotonese riusciva ad avere accesso ad informazioni riservatissime?

Il tragico “incidente”

Dopo essere stato travolto da un camion mentre si trovava a bordo della sua Volvo, Rino Gaetano muore nella notte all’interno di un’ambulanza dei vigili del fuoco, dopo i vani tentativi di ricovero in pronto soccorso, rifiutati puntualmente da diversi ospedali (!). Aveva soltanto trent’anni.
Circostanze misteriose, ancora oggi da chiarire, elementi che rimangono ignoti anche a distanza di tutti questi anni, non possono che alimentare i sospetti sulla sua tragica morte; una morte che qualcuno ha ritenuto essere addirittura un’esecuzione.
Rino Gaetano è stato un vero artista e patriota, che ha saputo usare coraggiosamente la sua musica per mandare un messaggio di verità agli italiani.
Oggi si sente davvero la mancanza di personaggi come lui.

(di Flavia Corso)

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