Accordo Italia - Qatar, ok dal Senato: porte aperte all'islam radicale

Accordo Italia – Qatar, ok dal Senato: porte aperte all’islam radicale

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Nel generale disinteresse è stato ratificato nella giornata di ieri al Senato un accordo di cooperazione culturale tra l’Italia e il Qatar risalente al 2012 (Governo Monti). Nonostante il silenzio quasi totale la portata del testo non è affatto banale.

L’emirato potrà sostenere università e finanziare borse di studio nel nostro Paese.  Si tratta, dunque, di una pericolosissima porta spalancata ad un certo modello di islam radicale. Ben conosciamo, infatti, i metodi di propaganda di uno Stato tutt’altro che campione di rispetto della pluralità religiosa e dei diritti umani.

Uno Stato che, con altri Paesi del golfo, già da anni finanzia, a suon di petroldollari, scuole coraniche in tutto il mondo per imporre una determinata visione religiosa.

Accordo col Qatar: le reazioni

Oggi il Parlamento apre le porte dell’Italia alla propaganda integralista islamica del Qatar e dei Fratelli musulmani con il solo voto contrario di Fratelli d’Italia, che ha provato in ogni modo ad opporsi a questa pericolosa decisione che nei fatti è un atto di sottomissione all’Islam integralista”. È quanto dichiara Giovanbattista Fazzolari, senatore e responsabile nazionale del programma di Fratelli d’Italia.

FdI è infatti l’unico partito ad aver votato contro. Si registra, inoltre, l’astensione di Lega e Forza Italia.

Anche dai banchi della maggioranza che ha ratificato l’accordo arriva qualche perplessità. Laura Garavini di Italia Viva ha infatti definito “legittime” le preoccupazioni delle opposizioni. Tuttavia, dice, l’accordo resta nel complesso positivo.

Il caso Balcani

Abbiamo già avuto modo, in Europa, di sperimentare certe influenze culturali. Il Kosovo, dopo anni di finanziamenti sauditi a scuole e moschee wahabite è diventato a tutti gli effetti il centro europeo dello jihadismo.

Il procedimento è sempre lo stesso. Borse di studio, corsi di arabo e costruzione di moschee (ovviamente con imam specificamente scelti per veicolare quel modello di islam radicale). Il tutto nascosto dietro l’apparente filantropia degli “aiuti umanitari” e delle “organizzazioni di carità”. Un imperialismo culturale di matrice integralista che diviene, per certi Paesi, un vero e proprio modello di export.

Risultato? La longa manus dei Paesi del golfo e gli errori di un Occidente miope hanno spinto i Balcani a diventare, in poco più di 20 anni, una delle più grandi fucine di foreign fighters, i combattenti stranieri della jihad arruolati dall’ISIS nella guerra in Siria.

Cooperazione tra Italia e Qatar: e i diritti delle donne?

Sul tema dei diritti femminili interviene in aula Isabella Rauti (FdI): “È inutile impegnarsi in casa propria nella difesa dei diritti delle donne e poi accettare di fare accordi con uno Stato come il Qatar che non consente loro di partecipare a nessun evento sociale, che le tiene segregate, divise nelle scuole e separate dagli uomini. (…) Si invitano le nostre figlie ad andare a studiare in un Paese in cui per l’adulterio è prevista la pena di cento frustate”.

Una contraddizione, quella sollevata dalla senatrice, che si palesa sempre più, soprattutto negli ambienti di certa sinistra, alla quale pare sconvolgere molto più l’utilizzo corretto della lingua italiana (l’uso palesemente maschilista di presidente il luogo di presidenta, sindaco invece che sindaca et similia) piuttosto che un accordo (nientemeno che culturale!) con un Paese che considera le donne alla stregua del bestiame.

(di Simone De Rosa)

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