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Intervista a Marco Scatarzi di Passaggio al Bosco edizioni

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Siamo molto felici di poter intervistare Marco Scatarzi di Passaggio al Bosco Edizioni, una giovane casa editrice fiorentina che si sta ritagliando uno spazio non indifferente nel panorama dell’editoria non conforme.

Ora che stiamo vedendo finalmente la luce alla fine del tunnel della quarantena, gli Italiani possono iniziare a fare timidi passi al di fuori delle proprie dimore. Molte persone torneranno a lavorare e piano piano si tornerà a quella routine che tanto ci è mancata. C’è invece chi non si è mai fermato, è il caso di Passaggio al Bosco che in questi mesi ha continuato a pubblicare nuovi contenuti e volumi di grande spessore.

Marco, come avete vissuto la quarantena te e i tuoi collaboratori?

 

Anzitutto, ringrazio di cuore “Oltre la linea” per lo spazio concessoci e per l’importante  opera di contro-informazione svolta quotidianamente. Quello della quarantena, senza dubbio, è stato un periodo di grande lavoro, almeno per quanto ci riguarda.

La forzata permanenza degli italiani nelle case, infatti, ha avuto l’effetto di riaccendere – almeno in alcuni curiosi – l’interesse per la lettura: abbiamo spedito migliaia di testi e ne abbiamo mandati in stampa non meno di una decina. Il ritmo lento del confinamento nelle mura domestiche, poi, ci ha permesso di sfornare alcune novità editoriali che hanno riscosso un discreto successo: “La via degli Uomini” di Jack Donovan, già conosciuto dal pubblico internazionale e recentemente recensito sulle maggiori testate nazionali.

Passaggio al bosco

Contro la folla”, ultimo libro di Emanuele Ricucci sul sovranismo integrale, con un prezioso contributo di Vittorio Sgarbi, che lo ha rilanciato con un video che ha raggiunto milioni di utenti. “I wanderwögel”, capolavoro sempreverde di Nicola Cospito dedicato alla vitale esperienza della gioventù tedesca da Guglielmo II al nazionalsocialismo; “Risorgere e combattere”, contenente gli ultimi discorsi e il testamento politico di Benito Mussolini, con uno sguardo sincero alla Repubblica Sociale Italiana. Insomma, un lavoro serrato ed instancabile, che abbiamo portato avanti con il consueto spirito di milizia.

Passaggio al Bosco

Un lavoro continuo e senza sosta, è da questa tua riflessione che voglio prendere spunto per la prossima domanda. Da quando avete iniziato tre anni fa a pubblicare libri, avete per caso notato un nuovo interesse per i temi e gli argomenti legati al vostro percorso storico e ideologico? Una sorta di nuova alba della Destra identitaria italiana?

 

Negli ultimi anni, indubbiamente, abbiamo assistito ad un nuovo fermento editoriale nel panorama identitario e  non conforme. Ciò è dovuto a due fattori: il primo, logistico, riguarda la relativa facilità di intraprendere un percorso editoriale nell’epoca della stampa digitale e della vendita in rete. Un fatto che moltiplica i soggetti proponenti, ma che non stimola per forza un aumento del pubblico potenziale o un innalzamento del livello generale.

Il secondo, invece, riguarda la centralità di certi temi nel dibattito collettivo: immigrazione, libertà di espressione, rapporto tra uomo e tecnica informatica, sovranità monetaria, mondializzazione ed omologazione globale, ideologia gender, successo elettorale dei partiti afferenti alla “Destra”, cultura dei diritti, società multietnica, sradicamento delle tradizioni, superamento o tutela delle manifestazioni identitarie.

Insomma: siamo ad un giro di boa che impone delle risposte cruciali. In tal senso, un certo ambiente ha cercato di fornirle, seppur in modo non organico ed organizzato. Ciò che occorrerà fare in futuro, allora, dovrà andare in questa direzione: dare corpo e forma alle pulsioni, intraprendendo un nuovo percorso politico.

Per farlo, ovviamente, è necessaria una profonda azione culturale che sappia offrire nuovi orizzonti e nuovi immaginari, in coerenza con una precisa visione del mondo. L’alba deve ancora giungere, ma i primi passi sono incoraggianti.

A molte persone invece non va bene parlare di temi a voi cari, so che sono state boicottate diverse presentazioni delle opere pubblicate da Passaggio al Bosco dai soliti centri sociali.

Passaggio al Bosco nasce a Firenze, nel contesto militante di Casaggì. Chi scrive, nel corso di questi vent’anni di attivismo politico in prima linea, ne ha viste di cotte e di crude. Mi fanno ridere quelli che pensano di poter fermare il nostro progetto boicottandone le presentazioni: non solo si coprono di ridicolo, ma ci fanno anche una gran pubblicità.

Probabilmente, immaginano di avere a che fare con qualche pseudo intellettuale rachitico ed effeminato: se alle loro minacce facessero seguire i fatti, si renderebbero conto che dalle nostre parti il pensiero e l’azione vanno di pari passo. Però comprendo la loro frustrazione: vedere certi libri nei primi posti delle classifiche nazionali deve essere un duro colpo per chi è stato abituato a sguazzare – da finto rivoluzionario –  nel confortevole e redditizio monopolio del pensiero unico. Quella penosa egemonia, piano piano, la stiamo demolendo. Un libro alla volta…

passaggio al bosco

 

Tutto è partito tre anni fa, dal tuo libro “Essere comunità”, da quel momento Passaggio al Bosco sta avendo un grande successo nell’area del Libero, nel senso vero della parola, pensiero. Un successo dovuto sia alla grande quantità di volumi che alla loro qualità. Il ritmo instancabile delle uscite non si è fermato nemmeno durante la quarantena come dicevo, avete altre novità all’orizzonte?

Con “Essere Comunità” si è aperto un ciclo dedicato alla Formazione militante, ma anche alla diffusione di un pensiero libero e alternativo, capace di decolonizzare l’immaginario del nemico, affermando una nuova volontà di azione. Tanti sacrifici, ma anche tante inaspettate soddisfazioni.

In uscita, al momento, ci sono una ventina di titoli: a breve arriveranno nelle librerie un bellissimo saggio dedicato alla Democrazia di Atene, un bellissimo spunto metafisico sull’arte del tiro con l’arco, la ristampa di “Origini e dottrina del Fascismo” di Giovanni Gentile. Un saggio dedicato al senso di appartenenza nell’epoca del cosmopolitismo globale, un contributo storico e fotografico sul conflitto tra Iran ed Iraq, la traduzione di una magnifica opera francese dedicata alla resistenza culturale degli identitari, un saggio shock sui legami tra sinistra progressista e lobby pedofile.

E ancora: riflessioni sull’Europa, pamphlets di grande attualità, ricognizioni filosofiche e grandi ristampe. Entro Natale, come promesso, supereremo le 50 pubblicazioni in catalogo, inaugurando una nuova stagione editoriale.

Un’avanzata senza sosta quella di Passaggio al Bosco! Per questo ci sentiamo di farvi i nostri più sinceri auguri e i nostri complimenti. Ti ringrazio molto per la disponibilità e la chiacchierata. Ti auguro una buona continuazione e un felice ritorno alla vita post-quarantena.

Grazie a voi e un saluto a tutti i lettori!

(La Redazione)

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