Brexit Party, la scure puntuale dei giudici

Brexit Party, la scure puntuale dei giudici

La puntualità delle inchieste giudiziarie coinvolge anche il Brexit Party di Nigel Farage, sospettato di finanziamenti illeciti. Qualcuno ha il coraggio di chiamarla “separazione dei poteri”, come in effetti dovrebbe essere in teoria, ma è curioso come, in Italia come altrove, la magistratura si muova più favorevolmente in certe direzioni piuttosto che in altre. E spesso in occasioni importanti.

Come è curioso che i “cattivi” siano sempre da un lato solo (salvo eccezioni contestuali che non risparmiano nemmeno le altre formazioni politiche, sia chiaro).

In Italia ci siamo abituati a vedere nel “centrodestra” (o comunque in tutto ciò che non sia sinistra, soprattutto di ispirazione dem) la generale malvagità e la corruzione politica preponderante prima nella figura di Craxi, poi in quella di Berlusconi. Quando a sinistra è emerso un personaggio non troppo incline come Renzi, ecco prendere anche lui – pardon, la sua famiglia – il testimone. Negli USA, discorso simile per Donald Trump, con l’inchiesta del Russiagate, che ci siamo permessi di ribattezzare Russiafake, alla luce della sentenza definitva in merito.

Potremmo discutere all’infinito del mare di processi che ha coinvolto il Cavaliere e di quanti siano terminati in un nulla di fatto ma non è la sede opportuna. Basti sapere che da mesi il Brexit Party stava scalando ogni vetta nei sondaggi d’opinione britannica  e che alla vigilia del voto del 26 maggio sia stimato intorno al 34%: un’enormità.

Sì, il Brexit Party sarebbe corrotto, dicono. “Donazioni straniere e irrintracciabili tramite Paypal”, è ciò che viene riportato anche da Il Sole 24 Ore. Per carità, non sappiamo ancora nulla.

Ma il sospetto verso una categoria – quella dei giudici – c’è. Una categoria da sempre incline a mantenere lo status quo e le politiche decise dalle èlite in ogni Paese, sfruttando un potere oggettivamente immenso e per nulla paritario che viene ad essa concesso dalle strutture istituzionali di gran parte degli Stati occidentali.

Una categoria che – mi permetto di aggiungere – ha perso ogni credibilità e ogni motivo di essere ritenuta affidabile, specialmente quando lavora sui piani alti della politica. Gli stessi che hanno rovinato la carriera e la vita a molti nostri rappresentanti. I giudici, mi spiace, non meritano alcuna fiducia.

Il Brexit Party, nel frattempo, sta alla finestra. Lo faremo anche noi. Per vedere se ci sarà del concreto o – come quasi sempre accade – del marcio, utile a fare fuori il partito di maggiore opposizione all’UE attualmente presente in Europa.

(di Stelio Fergola)

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