Video capotreno antirazzista, ennesima propaganda immigrazionista

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Il video del capotreno che “si è rotto i coglioni dei razzisti” è l’ennesimo tentativo di propaganda immigrazionista che la stampa mainstream diffonde in ogni suo canale.

Chiude col classico “Basta al razzismo” Marco Crudo, 36 anni, stranamente femminista, stranamente gay, nuova stella dei mentalmente aperti alla ricerca disperata del consenso dei cittadini comuni, di ragazzini comuni come Simone di Torre Maura, di qualcuno che dal basso dia finalmente ragione alla politica snob e sprezzante dei potenti e degli “alti”.

Un tentativo di convincere il popolo della bontà dell’immigrazione che parte da lontano, dai casi di razzismo inventato all’ulteriore e disperato sforzo di renderlo statistico.

Il video è ovviamente un concentrato di totale distacco dalla realtà. A partire dal concetto di “aggressione al controllore”, che le cronache dimostrano provenire molto più da stranieri che da italiani (il perché ci interessa poco, è un dato, si registra), e che il giovane capotreno si preoccupa bellamente di ignorare.

Dall’ultimo caso del nigeriano che assale nel Frecciarossa, qualche giorno fa, per poi esclamare “voglio tornare in Nigeria”, alla donna immigrata che in un bus a  Trieste se l’è presa vivacemente dopo la multa per mancanza di biglietto regolare, a un altro nigeriano che appena qualche giorno fa ha picchiato un uomo del personale del treno nei pressi di Nocera.

Messaggio agli intelligenti: nessuno sostiene che non esistano italiani che aggrediscono i controllori, i delinquenti non sono estinti da nessuna parte.

Ma i casi sopracitati sono quelli che il buonissimo paladino Marco Crudo non vuole vedere e non vedrà mai, occupato com’è a fungere da testimonial di un’aristocrazia che ha bisogno di popolani ben disponibili a sostenere le proprie nefandezze.

Senza contare che, come molti hanno giustamente osservato, le aggressioni e le proteste per le multe agli italiani senza biglietto le ha viste solo il signor Marco, perché nella vita di tutti i giorni la gente, quando vede qualcuno multato, pensa soltanto a una cosa: agli affari propri.

(di Stelio Fergola)

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