Immigrazione, europei sempre più contrari, dice El Paìs

Immigrazione, europei sempre più contrari, dice El Paìs

Sempre più anti-immigrazione

Immigrazione, gli europei sembrano non poterne più. È quanto sostiene un’indagine pubblicata sul quotidiano spagnolo El Paìs. L’immigrazione di massa sarebbe la tematica che preoccupa di più i cittadini del vecchio continente insieme all’ambiente, e le statistiche mostrano una crescita costante nel merito. Nel 2014 i risultati evidenziavano quali principali timori lo stato dell’economia e del debito pubblico.

Il sondaggio attuale, condotto da YouGov, mostra come il 46% degli europei rifiuti non soltanto l’immigrazione irregolare, ma perfino gli ingressi dei rifugiati, sintomo di una scarsa fiducia delle istituzioni nella corretta applicazione del diritto alla protezione internazionale, quasi sempre utilizzata come scusa per aprire le porte a chiunque. Un’intepretazione possibile: gli europei non credono più alle storie sulla gente che “scappa dalla guerra” e nel dubbio preferiscono la tabula rasa.

Le situazioni più intense si rilevano in Svezia, Italia e Polonia. Gli svedesi contrari agli arrivi costanti sarebbero il 51%, in salita rispetto agli anni scorsi, mentre in Italia e in Polonia addirittura al 53%. L’Ungheria resta fortemente contraria ma non ancora in maggioranza: 49%.

Sul fronte europeo-occidentale pare che l’Italia non abbia rivali. Francia, Spagna  e Germania restano infatti Paesi fortemente immigrazionisti: rispettivamente, solo il  43, il 42 e il 34% sono contrari ai nuovi arrivi.
Immigrazione, europei sempre più contrari, dice El Paìs

Una nuova consapevolezza?

L’indagine ha interpellato oltre 8mila persone in otto paesi (Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Belgio, Svezia e Ungheria) e in questo senso emette dati abbastanza sintomatici:  la maggior parte dei cittadini teme una nuova crisi migratoria più di un’altra grave recessione.

In ogni caso è evidente che l’immigrazione stia iniziando a diventare una consapevolezza per gli europei. Se si pensa che agli albori degli anni 2010 solo una minoranza di italiani fosse contraria allo ius soli, mentre oggi qualsiasi sondaggio certifica nella peggiore delle ipotesi una spaccatura a metà e nella migliore una netta contrarietà alla “legge di civiltà” che il PD aveva promosso e continua a promuovere con tanta energia, allora abbiamo il quadro di un problema reale e quotidiano che a causa dei suoi enormi danni sul tessuto sociale non può che produrre reazioni di crescente ostilità.

Sperando che rimangano pacifiche, ovviamente. Ma la campagna mediatica che i media mainstream hanno diffuso sul tema del presunto razzismo potrebbe ancora una volta generare qualche ulteriore problema, come se non ce ne fossero già abbastanza.

(di Stelio Fergola)

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