Il clima di censura culturale

Il clima di censura culturale

Sono molto gravi le disposizioni di censura nei confronti della casa editrice Altaforte al Salone Internazionale del Libro di Torino, foriere di un vero clima di censura culturale. La casa editrice, vicina al movimento politico Casapound, è infatti al centro di una diatriba per colpa del libro intervista con Matteo Salvini. Ad essere condannate sono però le sue attività culturali e politiche, non bene accette dai custodi nazionali del “pensiero unico”.

Il gruppo di censori, guidati dal Sindaco di Torino, pardon SindacA!, Chiara Appendino, dal presidente della Regione Piemonte Chiamparino, e da personaggi grotteschi come Cristian Raimo, e altre facce note del panorama politico e “culturale” della sinistra, hanno lanciato una scomunica verso la Altaforte Edizioni. Scomunica che è sfociata in un’apertura d’inchiesta per Apologia di fascismo, nei confronti dell’editore Francesco Polacchi.

Il clima di censura culturale
Titolare della casa editrice Altaforte Edizioni è Francesco Polacchi

Il clima di censura culturale

Quest’episodio si aggiunge ad altri importanti che attestano lo spirito censorio e oscurantistico del mondo pseudo culturale e accademico progressista, nazionale e non. Una vera truppa armata dell’ideologia dominante. Proprio recentemente era accaduto anche alla Sorbona di Parigi, all’intellettuale Diego Fusaro e al sociologo Michel Maffesoli, Professore Emerito alla Sorbonne. A un convegno che vedeva la presenza dei due, si era opposta la solita cricca di accademici detentori del sapere. Gli stessi che fabbricano le verità che ogni studente è costretto a sorbirsi giorno per giorno sui testi universitari, di tutta Europa.

Nel febbraio 2018, Spartaco Puttini coordinatore dell’Osservatorio sulla democrazia della Fondazione Feltrinelli, si era visto recapitare una petizione volta all’impedimento di un convegno sul significato di “destra” e “sinistra”. Unica colpa:  la presenza di Alain de Benoist. A firmare la lettera un gruppo di ricercatori dal dubbio curriculum ideologico, politico e professionale. Questi, come risposta proponevano, aspetto interessante, un bel convegno sulla Militant Democracy, una dottrina tedesca degli anni ’30.

Pratica tipica della sinistra più o meno radicale, è controbattere con idee e soluzioni oppositive prese dai cimiteri delle idee e della storia. La Militant Democracy, termine coniato da Karl Lowenstein nel 1937, affermava che una democrazia dovesse proteggere sé stessa limitando i diritti di coloro che la contestano, pure le decisioni della maggioranza popolare, anche se non necessariamente con mezzi violenti.

Attacchi su ogni fronte

Altro episodio importante è quello capitato recentemente all’intellettuale Alain Soral. Soral è stato condannato a un anno di carcere per aver pubblicato una vignetta che prendeva in giro gli aspetti più “romanzati” dell’Olocausto. Tanti sono gli elementi che potremmo qui discutere. Ormai una prassi sono diventate le censure contro iniziative di stampo sovranista, sia in luoghi privati che pubblici. Come capitato al sottoscritto in una nota facoltà napoletana.

Questa serie di episodi gravi, molto gravi, a cui è costretto il mondo del pensiero “anticonformista”, o forse meglio ancora del Pensiero, si aggiunge a tutta una serie continua di iniziative, volte a mettere sotto accusa con violenza verbale o anche fisica le espressioni legittime di determinate forze politiche. Non ultima l’impedimento di un gazebo della Lega a Pozzuoli ad opera di centri sociali e antifascisti. Un clima d’odio – odio vero, altro che razzismo e populismo! –, abilmente agitato dalle centrali ideologico-affaristiche del globalismo italiano, impaurite per la di perdita di consensi e di importanti bacini di clientele nel mondo delle istituzioni e del lavoro, oltre che dell’informazione e della cultura.

Questi hanno capito che l’inganno filantropico sta terminando, dato lo smascheramento di queste attività che sono semplicemente di copertura per interessi economici. Fra cui primeggia la diffusione a livello nazionale dell’ideologia liberal, democratico-clintoniana e socialdemocratico totalitaria. Percependo il pericolo, i soggetti in causa si agitano con veemenza.

La nuova caccia alle streghe

E’ significativo vedere come i vari Roberto Saviano, Gino Strada, Zeorocalcare, Michela Murgia, Alex Zanotelli, Pif, Lilli Gruber, Corrado Augias, Gad Lerner, Lucia Annunziata, Fabio Fazio, Enrico Mentana, Paolo Mieli si agitino nei confronti della “nuova ondata storica” populista e sovranista. A tutto questo si aggiunge il clima di controllo “psicopoliziesco” al quale è esposto il mondo della controcultura e della controinformazione. Contro il libero pensiero si scagliano i “guardiani da strada”, anzi di “mente”, del “pensiero unico”.

Provocazioni a profili facebook, messaggi privati a qualunque ora del giorno, minacce verbali e talvolta fisiche. Gli esecutori pratici dell’oppressione mentale del politicamente corretto non si risparmiano. Sono anzi pronti ad aggredire chiunque proponga una diversa narrazione del mondo “disincantato” e “morente” delle oligarchie mondiali.  Siamo dinnanzi a giorni importanti, di lotta ideale e politica, una lotta che si fa meno nelle piazze e nelle strade, come in precedenti esperienza storiche, ma prevalentemente in altre sfere dell’individuo e della società.
Sono lotte che si combattono nel campo della reputazione personale e professionale, nel mondo della derisione e della scomunica, nell’ostracismo e nell’isolamento psicosociale.

Sono queste le battaglie che agitano la nostra epoca, tutte perfettamente in linea con i nuovi strumenti della “totalizzazione” mondialista e liberale.

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