Saviano minacciato? Una fake news

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Le minacce della Camorra a Saviano dell’ottobre 2006 sono – furono – una fake news. Per lo meno, ad oggi non c’è nulla che lo dimostri.

E la cosa è spiegabile seguendo l’ordine strampalato dei fatti che si susseguirono. È l’ottobre del 2006 – appunto – Gomorra è uscito da qualche mese ma non è ancora il fenomeno commerciale che sarebbe diventato soltanto da allora in poi. L’unico dato che si conosce, le 5mila copie esaurite nella settimana di lancio. Indubbiamente un grande esordio, e fin lì ci siamo.

Wikipedia ad oggi si rende partecipe della storicizzazione della menzogna, con questo passaggio scritto nella pagina riguardante lo scrittore.

Saviano minacciato? Una fake news

Nel passaggio successivo l’enciclopedia cita il rafforzamento della scorta decisa a favore dello scrittore a seguito delle richieste di spostamento del processo Spartacus da parte di Santoanastasio, l’avvocato degli imputati (tra cui il boss Antonio Iovine).

Saviano minacciato? Una fake news

Come abbiamo avuto modo di riportare in un articolo su Saviano di qualche anno fa, non c’è nessun motivo logico per ritenere una richiesta di spostamento – pratica comune nei processi – come una minaccia allo scrittore o a Rosaria Capacchione. Senza contare che, stando alle dichiarazioni riportate da Il Fatto Quotidiano nel 2014, lo stesso Antonio Iovine voleva dissuadere il proprio avvocato dal perseguire chissà quale dichiarazione “intimidatoria” con un secco: “Tu sei scemo, ma chi è, che ce ne importa a noi di questo Saviano?”.

La realtà è che il caso del processo Spartacus è stato il primo pretesto utile per rafforzare la narrativa dominante sul “giornalista d’inchiesta minacciato di morte”, messa in piedi dall’ottobre 2006 di cui parlavamo prima, ma su basi ancora più deboli.

L’unica cosa che si sa è che Saviano va ad una manifestazione a Casal di Principe, tuona contro i boss camorristici, e che di questo evento ad oggi c’è solo un audio, per giunta di bassa qualità, su youtube. Non si trova più – almeno seguendo ricerche canoniche – nemmeno il servizio delle Iene che lo intervistarono.

Lo stesso boss Iovine, in una deposizione in tribunale, si è limitato a parlare in tribunale affermando di avere una “cattiva opinione di Saviano”, in un intervento che dice tutto e nulla, ma che ogni tanto sul web viene rilanciato come presunta “prova” delle minacce indirizzate allo scrittore.

Ma di queste minacce c’è qualche prova concreta? Macché. La stampa (nello specifico Repubblica) che all’epoca fomentò molto la storia pubblica due articoli. Nel primo si legge testualmente, riportando un’altra fonte secondaria pubblicata su l’Espresso, che i boss “Michele Zagaria e Antonio Iovine, il più celebre Francesco Schiavone soprannominato “Sandokan”, “hanno mal tollerato – si legge nel lungo servizio – il successo di Gomorra, che ha imposto i loro traffici all’attenzione nazionale”. Fonti originali? Nessuna. Lo dicono loro e basta.

Nel secondo articolo, datato 17 ottobre 2006, ci si limita a comunicare la decisione delle autorità di dare la scorta a Saviano. Nel frattempo lo scrittore viene ospitato da Daria Bignardi. E da allora, stranamente, partono i dati commerciali sulle vendite del fenomeno Gomorra.

(di Stelio Fergola)

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