Davide Scapaticci: l'uomo più odiato dalle femministe

Davide Scapaticci: il femminismo e il livellamento unisex

Ciò che oggi consideriamo con il termine “femminismo” è il frutto di un processo lungo diversi secoli che, a diversi intervalli, ha variato le proprie rivendicazioni.

Il femminismo delle origini affondava le proprie radici nel mutamento culturale legato al processo di industrializzazione anglosassone, il femminismo “sessantottino” nell’affermarsi della civiltà dei consumi in occidente, il femminismo contemporaneo le affonda nel consolidarsi di un’economia post-industriale fondata su servizi, informazione e tecnologia. In tutti e tre i casi, il movimento femminista risulta essere una delle sovrastrutture culturali del capitalismo post-fordista.

Ma questa terza ondata, a differenza delle due precedenti, ha compiuto un passo ulteriore: non si tratta più soltanto della diffusione di ideali femministi all’interno della società ma di una società che va progressivamente femminilizzandosi. La tecnica ha ormai, di fatto, reso inutile, perlomeno in un’ottica di (ri)produzione sociale, la centralità del maschio lavoratore e capofamiglia. Non essendo più necessaria, nella maggior parte dei casi, una forza-lavoro declinata in termini di prestazione fisica, le peculiarità del “maschile” risultano ormai del tutto inutili alla perpetuazione del sistema capitalistico, se non addirittura un ostacolo all’aprirsi di nuove frontiere unisex (e multisex) che appaiono come un redditizio business da colonizzare nell’alleanza con i mondi LGBT.

Ragazzi e ragazze, uomini e donne, fanno le stesse cose, gli stessi lavori (sottopagati e precari), hanno le stesse abitudini, le stesse aspirazioni, vestono e curano persino la propria estetica allo stesso modo perché il livellamento unisex è comunque sfumato di rosa (o arcobaleno). Orde di ragazzotti efebici col culto del fitness, della discoteca e dell’effetto boomerang su Instagram che sopravvivono, inebetiti da alcool e droghe, alla loro inutilità quotidiana priva di idee, ideali o progetti concreti a cui mirare. Orde di ragazzette che celebrano la loro emancipazione nell’ammiccamento compulsivo e isterico sui social network o in una presunta intraprendenza carrieristica.

Tutti sotto lo stesso segno di un’omologazione travestita da continua festa e fasulla felicità.

(Davide Scapaticci)

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Il PD non muore mai
Non muore mai il PD, per lo meno non muore [...]
Insegnanti, 1000 euro in meno rispetto a 10 anni fa
1000 euro in meno. Questo l'impoverimento degli insegnanti negli ultimi [...]
Obama e la Clinton si vergognano a parlare di vittime cristiane
"Easter worshippers", espressione con cui Obama e Clinton si sono [...]
Robert Sarah: “In Sri Lanka violenza islamista barbara”
Robert Sarah: se c'è qualcuno che parla chiaro e ignora [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter