Via della Seta, la decisione del governo Conte

Via della Seta, la decisione del governo Conte

«La Via della Seta non mina i rapporti con Ue, Usa e Alleanza Atlantica». A dirlo è il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. «Per l’Italia il processo d’integrazione europea, la Nato e più in particolare l’alleanza e l’amicizia leale con gli Usa restano punti di riferimento imprescindibili. La firma di un ‘memorandum of understanding’ con la Cina non modifica questi orientamenti di fondo, tanto più che non è giuridicamente vincolante”.

Lo dice il Ministro in un’intervista al Sole 24 Ore. «L’Alleanza atlantica è un punto di riferimento essenziale, che considero irrinunciabile per la politica estera italiana. I rapporti tra Italia e Stati Uniti vanno inquadrati nella solidità di un’alleanza forte, corroborata nel tempo. Anche il nostro impegno nella Nato resta convinto e leale», aggiunge Moavero Milanesi, «con riguardo, poi, alle relazioni bilaterali fra i vari Stati membri Ue e la Cina, va tenuto presente che paesi come Francia, Germania e Regno Unito sono stati, in passato, molto attivi.

«Noi abbiamo, per esempio, ampi margini di miglioramento della presenza di nostri prodotti sui mercati cinesi, perché siamo oggettivamente più indietro nell’interscambio con Pechino». «Rispetto alla nuova tecnologia, detta 5G – aggiunge il ministro -, è naturale porsi una questione di sicurezza nazionale, viste le sue potenzialità; si tratta di preoccupazioni condivise nel Governo. Il corretto flusso e la riservatezza dei dati in rete vanno garantiti sempre, è un dovere verso tutti i cittadini e una priorità per lo Stato».

Nel frattempo, secondo AdnKronos, Il premier Giuseppe Conte assicura che non ci saranno problemi e che la questione del 5G e della sicurezza delle reti resta sotto controllo. Altro tema all’ordine del giorno quello degli F35 con Di Maio che sostiene come «si debba continuare a chiedere di rivisitare questo progetto», mentre Salvini insiste sulla necessità di procedere con gli investimenti.

Il governo firmerà dunque il memorandum e, come spiega Il Giornale.it, non sarà modificato, resteranno riferimenti alle infrastrutture più sensibili come le telecomunicazioni. Ma il governo garantirà il controllo dei settori strategici attraverso la golden power, cioè la possibilità di blindare delle società che gestiranno le infrastrutture realizzate con capitali cinesi in caso di rischi per la sicurezza nazionale.

Una mezza soluzione emersa nel corso di un vertice a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepresidenti Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Obiettivo del premier e del leader M5s, convincere Matteo Salvini ad accettare l’intesa con il presidente cinese Xi Jinping.

 

 

(La Redazione)

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