Nicaragua secondo obiettivo del poliziotto statunitense?

Nicaragua secondo obiettivo del poliziotto statunitense?

La situazione venezuelana tende ad aggravarsi ogni giorno di più tra le dichiarazioni di fuoco, a mezzo social e nel corso di alcuni comizi alle comunità ispaniche, del presidente statunitense Donald Trump, quelle del suo segretario di Stato Mike Pompeo e le quelle giunte direttamente dal consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton.

Il settantenne nativo di Baltimora ha tuonato contro uno storico alleato del Venezuela bolivariano, il Nicaragua sandinista. La ripresa della dottrina Monroe da parte dell’amministrazione Trump è chiara e a finire nella “Troika della tirannia” sempre secondo Bolton sono gli storici nemici del subcontinente latinoamericano aderenti all’Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA) ovvero Venezuela, Cuba e Nicaragua.

Lo Stato centroamericano ha superato da pochi mesi i gravi disordini montati dalle opposizioni a partire dall’aprile 2018 che sono costati la vita a ben trecentocinquanta persone tra oppositori, forze dell’ordine e simpatizzanti governativi. L’intento, proprio come nel caso venezuelano, è quello di imporre un regime change aprendo, come sottolineato da Bolton stesso, a tutte le opzioni.

Questo lascia presagire che una volta sconfitto Nicolas Maduro il poliziotto mondiale statunitense sia intenzionato ad allargare il proprio raggio d’azione alla nazione governata da Daniel Ortega. D’altronde proprio contro il primo legittimo governo dell’ex guerrigliero negli anni Ottanta gli Stati Uniti diedero vita alle formazioni paramilitari dei Contras, con l’obiettivo dichiarato di rovesciare con le operazioni militari il primo mandato socialista successivo alla dittatura di Anastasio Somoza.

Dietro le manovre statunitensi figura la volontà di allontanare la longa manus di Russia e Cina, entrambe alleate dei paesi ALBA e vincolate da trattati commerciali e di forniture militari. Nel caso del Nicaragua è la decisione della costruzione di un corridoio interoceanico in grado di far concorrenza al canale di Panama affidato a ditte cinesi a determinare le preoccupazioni del gigante nordamericano.

(di Luca Lezzi)

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