Quando lo sport diventa digitale

Quando lo sport diventa digitale

Era solo questione di tempo prima che le maggiori competizioni sportive a livello mondiale approdassero nel vasto mondo degli sport digitali.

Definizione peraltro poco corretta visto che gli addetti ai lavori definiscono questi eventi con un altro termine. Parliamo infatti di esport, gli sport elettronici sui cui da anni stanno convergendo le passioni di milioni di utenti in tutto il globo e sponsorizzazioni importanti; sia per i brand coinvolti a partire da colossi del settore come la Intel, sia per le cifre in questione nell’ordine dei milioni di euro.

Il fenomeno degli esport un tempo relegato ai giochi multiplayer di tornei come League of Legends o DOTA sta incontrando oggi gli interessi di competizioni sportive che vogliano fornire a un pubblico sempre più digitalizzato una dose di adrenalina aggiuntiva. Le sfide si giocano sugli asfalti digitali modellati da algoritmi sempre più potenti sviluppati dalle case di produzione di videogame. Sui tappeti erbosi di calcio modellati da infrastrutture di silicio e all’interno di arene dove si sfidano all’ultimo canestro i campioni della NBA.

Non è che gli eventi sportivi assomigliano sempre di più a videogame, sono diventati videogame trasmessi in diretta streaming da colossi dell’intrattenimento come Sky. E commentati da presentatori d’eccezione come Marc Marquez e Guido Meda. Nel caso specifico stiamo parlando dell’ultima edizione della MotoGP eSport Championship che ha visto partecipare una rosa di dodici finalisti, ragazzi giovanissimi come i loro corrispettivi analogici che cavalcano moto vere nei circuiti del Mugello o di Assen. Tanti gli italiani in gara tra cui il campione Lorenzo Daretti, alias Trastevere 73, che ha vinto lo scorso anno la prima competizione della superbike digitale. Un successo bissato nel 2018 alla finale svoltasi all’arena di Valencia che gli ha valso il primo premio consistente in una BMW M240i.

Una trasformazione legata all’entertainment sportivo che è stata recepita anche dal mondo delle quattro ruote che lo scorso anno ha dato avvio al primo F1 Esports Pro Series competizione sportiva che ha visto la partecipazione di nove scuderie per un totale di ventisei piloti. Gli eventi sono stati trasmessi in diretta live e via streaming coinvolgendo un pubblico ormai abituato ad assistere ai vari game play in diretta streaming su Twitch. In questo caso non si tratta però semplicemente di guardare un personaggio che se pur noto, gioca per passione e divertimento, ma di assistere a una vera e propria competizione ufficiale con tanto di sponsor e un apparto logistico degno degli eventi più importanti.

Si tratta di una trasformazione importante di tutta l’industria che ruota attorno allo sport. Da sempre legato all’intrattenimento e che oggi grazie alle nuove tecnologie si sta evolvendo in maniera profonda. Trasformazione del resto da tempo recepita dalle piattaforme di gaming online che hanno ampliato la loro classica offerta con soluzioni innovative in un’ottica di maggior coinvolgimento dei loro utenti. A partire dal gioco live fino a sviluppi più recenti come la tv di Unibet con scommesse sportive e promozioni sviluppate ad hoc per il suo pubblico e che ha di fatto segnato un’ulteriore passo in avanti per far coincidere entertainment digitale e gioco online: offrendo ai suoi iscritti i maggiori eventi sportivi di calcio e basket direttamente in streaming.

E il mondo del calcio non è ovviamente stato a guardare. Se in Europa le varie leghe avevano già da qualche anno i propri tornei di esport le squadre di Serie A della penisola stanno pian piano costruendo un proprio team digitale che, al netto degli investimenti, sarà senz’altro meno oneroso di quello analogico. A partire dal numero di giocatori, cioè uno, che parteciperanno alle maggiori competizioni nazionali e internazionali: esiste già infatti una FIFA eWorld Cup. Attualmente in Italia i team ad aver ingaggiato le giovani speranze del calcio digitale sono Roma, Sampdoria, Genoa, Empoli, Parma e Cagliari.  E molto presto, forse già a partire da quest’anno anche il nostro campionato di Serie A avrà un suo corrispettivo digitale su modello degli altri tornei europei. Naturalmente a farla da padrona sarà il celebre gioco FIFA scelto come titolo per le competizioni a venire.

In tutto quello che sta succedendo viene ovviamente da chiedersi dove sia il confine tra sport e videogame e quanto la diffusione degli sport digitali possa davvero definirsi tale. Se non altro nella misura in cui il termine sport viene associato a quello dei videogame. Del resto la recente proposta del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha suscitato più di una perplessità con l’intenzione di introdurre gli esport tra le discipline olimpiche. Una perplessità che rimanda all’origine stessa dell‘etimo della parola sport.

E comunque siamo certi che il futuro degli eventi sportivi continuerà a riservare ben più di una sorpresa.

(La Redazione)

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