L'Eliseo richiama l'ambasciatore da Roma? Adieu!

L’Eliseo richiama l’ambasciatore da Roma? Adieu!

Adieu, cari “cugini”, adieu Francia! Oltralpe l’orticaria ha raggiunto livelli alti: l’Eliseo richiama l’ambasciatore da Roma. “Troppi attacchi ingiustificati”, dicono.

Chissà quali mai potranno essere, questi “attacchi ingiustificati”. Ma a naso si possono indovinare, uno dopo l’altro.

Probabilmente lo stop inaspettato dell’Italia agli sbarchi, pratica che negli anni era divenuta ormai abitudinaria e ben recepita dal resto d’Europa. O forse la minaccia di Conte di non presentarsi al vertice stabilito con Macron dopo che il portavoce di quest’ultimo aveva definito “vomitevole” la politica italiana sull’immigrazione, nonostante anche Parigi si fosse rifiutata allo stesso modo di accogliere migranti e clandestini.

O magari la condotta inaccettabile del vicepremier Luigi Di Maio che, al di là dell’ovvia strumentalità elettorale, prima mette in primo piano lo sfruttamento francese in Africa grazie al Franco CFA, poi incontra i Gilet Gialli facendo saltare le coronarie a qualcuno.

Ma, sempre a naso, diremmo che un altro attacco ingiustificato (sotto sotto forse il più importante) è il vertice di Palermo, con cui Giuseppe Conte ottiene una tregua tra i due leader libici Haftar e Sarraj, permettendo all’Italia di riprendere un discorso fondamentale in Libia, guastato anni prima solo dall’indegno attacco militare perpetrato contro il Colonnello Gheddafi da Nicolas Sarkozy e, guarda un po’, proprio dai carissimi “cugini francesi”. E noi allora, da buoni sottoposti, non alzammo nemmeno un dito.

Oggi, per molto meno, a qualcuno il camembert va di traverso.

Paese da sempre nemico, è stato definito “amico” soltanto da chi non si è mai curato di difendere sul serio gli interessi dell’Italia. Attaccabrighe viziati, capaci solo di creare scompiglio nelle nostre aree di influenza e di interesse, dal Mediterraneo alla Libia, alle migrazioni di massa con le indecenti ingerenze di Bardonecchia. Dei sopravvalutati della storia, salvati dal solo Napoleone.

Poveretti che non appena le cose non si dispiegano esattamente come pretendono, non fanno altro che frignare come bimbi a cui è stata tolta la marmellata, i giocattoli e la possibilità di distruggere cose come hanno sempre fatto. Dunque non possiamo che salutare con tutta soddisfazione la scelta del governo francese di richiamare il proprio ambasciatore e di aggiungere un caro quanto appassionato e italianissimo: a mai più rivederci!

(di Stelio Fergola)

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