"Perché difendo chi vende migranti": ora i liberal elogiano gli scafisti

“Perché difendo chi vende migranti”: ora i liberal elogiano gli scafisti

«Ma come si fa a lucrare sui poveri cristi. Eppure anche chi traffica può essere, a volte, un eroe. Parola di cronista che ne ha viste, dice, tante. Ma mai le ha racconte come in questo romanzo verità». Sì, avete letto bene: su La Repubblica di domenica 3 febbraio c’è un articolo intitolato «Perché difendo chi vende i migranti» che parla in questi termini degli scafisti e dei trafficanti di essere umani.

"Perché difendo chi vende migranti": ora i liberal elogiano gli scafisti

Leggendo l’articolo si comprende che si tratta di un’intervista alla giornalista Francesca Mannocchi, autrice del romanzo Io Khaled vendo uomini e sono innocente e già collaboratrice de L’Espresso e altre testate giornalistiche di orientamento liberal.

Nell’intervista di Repubblica non c’è una netta condanna nei confronti di un’attività criminale deprecabile e quella sì, disumana. Anzi. «Mannocchi, perché un libro su un trafficante» chiede l’intervistatore. La risposta lascia spazio a pochi dubbi: «Il mio scopo era raccontare la zona di grigio che c’è fra il nero e il bianco: dove non tutto è semplice o lineare. E i cattivi magari prima sono stati buoni. O si sono battuti per una causa che ritenevano buona».

Chiaro? A forza di brandire la spada del Politicamente corretto e di sposare irresponsabili politiche sull’immigrazione si finisce persino per biasimare i trafficanti di essere umani e sfruttatori senza scrupoli.

(La Redazione)

 

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