Fake news: la bufala del nigeriano morto suicida

Fake news: la bufala del nigeriano morto suicida

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Ebbene sì, la storia di Prince Jerry, il nigeriano morto suicida a causa delle conseguenze del Decreto Sicurezza lo scorso 28 gennaio, è un’immensa bufala. Una fake news di chi ha deciso di strumentalizzare un tragico accadimento per fini politici.

Come riporta Chiara Soldani in un articolo per Il Primato Nazionale, ci sono due circostanze che sconfessano la storytelling mainstream diffusa dai principali quotidiani nazionali.

In primo luogo le date non coincidono. La negazione dell’asilo al nigeriano non è postuma al Decreto Sicurezza (27 novembre 2018), bensì risale allo scorso 30 luglio. Ad avvalorare la tesi si aggiunge una nota del Viminale: “la richiesta di asilo era stata negata prima che il decreto Salvini diventasse legge“. La notifica della revoca è pervenuta all’interessato il 17 dicembre 2018, alla quale il ragazzo ha deciso di presentare ricorso in data 15 gennaio 2018. Di conseguenza viene meno il filo diretto che collega il Decreto Sicurezza alla morte del giovane e soprattutto il motivo alla base del suicidio. A tredici giorni prima della sua morte, il nigeriano nutriva ancora speranza nel ricorso.

Non è finita. Ancor più grave è invece la seconda circostanza che riduce la narrazione dominante a fake news. Ad oggi gli inquirenti escludono la pista del suicidio. Le indagini sono tuttora in corso ma da quel che risulta pare che il nigeriano sia stato sorpreso da un treno in corsa nell’atto di attraversare i binari. Le dichiarazioni dei conoscenti di Prince Jerry vanno di pari passo, escludono anch’essi l’idea del folle gesto. Un suo amico con cui s’è visto poco prima dell’incidente ha testimoniato che il ragazzo fosse tranquillo e nulla faceva intendere ciò che in seguito sarebbe successo.

L’intera vicenda risulta quindi essere un tragico incidente, una morte come spesso capita senza collegamenti ad altri fatti.

Ciò che rimane è il naturale senso di sdegno nei confronti dei soliti sciacalli mediatici, sempre attivi nel ricamare storie strappalacrime sulle tragedie per precisi fini politici. Poco importa se, come spesso accade, siano bufale.

(di Marco Croce)

 

 

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