Per l'onore di Irlanda: intervista al portavoce di Identity Ireland

Per l’onore di Irlanda: intervista al portavoce di Identity Ireland

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Quattro domande a Peter O’Loughlin, portavoce di Identity Ireland.

Identity Ireland – Aitheantas Éire in irlandese – è un partito politico sovranista ed identitario irlandese.  Fondato nel 2016  dallo stesso Peter O’Loughlin, il partito è stato riconosciuto nel 2017 dallo Stato Irlandese e si batte contro la commissione EU, per la sovranità e l’unità d’Irlanda.

Per l'onore di Irlanda: intervista al portavoce di Identity Ireland

Buongiorno Peter, come sai c’è molta simpatia per la causa irlandese e la sua storia in Italia, com’è la situazione politica oggi?

Per secoli il popolo irlandese ha combattuto contro i tentativi di dominazione e distruzione  della nostra identità da parte di invasori stranieri. Ogni tattica che poteva essere utilizzata per questi scopi è stata usata contro di noi, compresa l’invasione militare, la colonizzazione, la distruzione culturale e l’oppressione legale. Combattere contro il potere non è mai facile, ma è molto meglio dell’alternativa, della sottomissione e della perdita di libertà che è esattamente ciò che le élite stanno cercando di imporci oggi.

I patrioti irlandesi del passato conoscevano il rischio che stavano correndo. Per esempio, gli “irlandesi uniti” nel 1798 erano ben consapevoli che il fallimento e la morte erano possibili, ma ciò non impediva loro di scendere in campo. Hanno avuto una scelta: combattere o rimanere soggiogati per sempre. Anche se avessero fallito, avrebbero comunque tramandato la fiaccola della ribellione e della resistenza attraverso il loro esempio alla prossima generazione di irlandesi, nella speranza che un giorno riusciremo a ottenere la nostra libertà.

La fortuna è che – forse – nei tempi moderni è possibile riprendersi il potere da organizzazioni autocratiche come l’Unione Europea attraverso mezzi democratici, non è stato certamente possibile per i fautori dell’autogoverno in passato conquistare la maggioranza in Westminister.

Voi lamentate il fallimento del sistema politico Irlandese, fondato su tre partiti eredi della battaglia per l’Indipendenza dell’Irlanda; qual è per voi la prova più importate di questo fallimento?

Uno degli esempi più forti del completo fallimento del nostro sistema politico è l’immigrazione. All’inizio del secolo la popolazione immigrata in Irlanda era vicina al 3%. Circa 20 anni dopo si attesta a circa il 17%. Ma questa è la stima ufficiale. Come tutti sappiamo, i clandestini non compilano moduli di censimento. Quindi possiamo tranquillamente supporre che la cifra reale sia molto più alta, molto probabilmente nel range del 20%. L’Irlanda ha aperto le sue frontiere in modo così ampio che abbiamo perso completamente il controllo della situazione.

L’anno scorso un clandestino chiamato Mohamed Morei arrivò oltre il confine settentrionale nella Repubblica. Ad un certo punto fu fermato dal Gardaí, la gendarmeria. Non aveva documenti, non parlava inglese e quindi fu lasciato andare. Salvo poi uccidere un turista giapponese e accoltellarne altre due in nome di Allah. È sotto custodia in questo momento e non è ancora stato processato. È chiaro che il nostro establishment non vuole della pubblicità negativa nei confronti delle frontiere aperte. Preferiscono mettere tutto a tacere. Non gli interessa fornire giustizia alla vittima.

Diverse questioni di interesse nazionale non sono trattate in Irlanda. Nonostante l’enorme incremento delle migrazioni negli ultimi 20 anni, non c’è mai stato un dibattito nazionale sul tema. Ciò è in netto contrasto con molti altri paesi europei in cui l’immigrazione è in cima alla lista in termini di interesse pubblico.

Peter, qual è secondo te la risposta a questa Unione Europea?

Sono i patrioti d’Europa che stanno mostrando la via da seguire. Sono i patrioti d’Europa che stanno dimostrando che cosa significa veramente la vera cooperazione, il rispetto per gli altri e la cooperazione reciproca. Se questo non fosse vero, non sarei qui a parlare con voi adesso. Quando i sovranisti parlano di un’Europa di cooperazione, un’Europa di stati sovrani, questo non è qualcosa su cui si intende agire in futuro, questo è il modo in cui vogliamo agire oggi. Ciò significa che la transizione dall’Europa degli autocrati all’Europa dei popoli è già in atto, poiché i legami internazionali sono già in fase di sviluppo e costruzione.

Parliamo di Brexit, argomento molto sentito Irlanda, visto il confine e la irrisolta questione nord-irlandese:

Partiamo analizzando come reagiscono i burocrati di Bruxelles quando solleviamo il tema della Brexit. L’Ue è determinata a rendere le cose il più difficili possibili per la Gran Bretagna.  Temono il progetto e si disinteressano della decisione democratica della popolo. Cercano di convincere le persone degli scenari apocalittici di tale decisione, ma ad essere onesti quanto conviene far parte dell’Ue? Più forte diventa l’Unione, più deboli sono le economie europee.

Non sarebbe più facile risolvere la questione delle frontiere tra due stati sovrani senza l’interferenza dell’Unione? Se vivessimo in un’Europa di nazioni sovrane non sarebbe un problema. In definitiva vorremmo vedere la questione del confine risolto con la riunificazione, ma dobbiamo essere realisti su questo. La Repubblica ha un sacco di lavoro da fare e molti problemi da risolvere prima che questa possibilità possa essere concreta, sfortunatamente…

Grazie Peter, per concludere come vedi le prossime elezioni europee dove vi candidate?

Esortiamo tutti i patrioti irlandesi, coloro che si preoccupano del nostro Paese, a mostrare un fronte unito al fine di infliggere un duro colpo al nostro stesso establishment in Patria.

Proprio come in passato, se mettiamo da parte le differenze, possiamo cambiare il destino del nostro paese e della nostra gente.

(Davide Quadri)

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