L'élite è a Davos ma il globalismo è in grande crisi

L’élite è a Davos ma il globalismo è in grande crisi

Mentre le élite finanziarie e politiche del mondo si riuniscono a Davos, sulle Alpi svizzere, per il World Economic Forum, la loro visione globalista di legami commerciali e politici sempre più stretti è sotto attacco – e le prospettive economiche stanno parlano di recessione.

Come scrive Breitbart, il sistema politico britannico è nel caos mentre il paese negozia un disordinato divorzio dall’Unione Europea. Sotto la guida del presidente Donald Trump, gli Stati Uniti stanno imponendo sanzioni commerciali tanto agli amici quanto ai nemici, e il governo è paralizzato da una parziale chiusura forzata che costringe Trump e la delegazione statunitense a cancellare il viaggio a Davos. Il presidente francese Emmanuel Macron sta affondando nei sondaggi mentre si deve affrontare la protesta dei gilet gialli. I movimenti politici nazionalisti stanno guadagnando forza in tutta Europa.

I responsabili della crisi mondiale, coloro che hanno sponsorizzato una globalizzazione spericolata a danno degli ultimi, si riuniscono nella lussuosa località svizzera per tentare di dare risposte a una realtà che non sanno più comprendere: dopo essere scesi dai loro elicotteri, parleranno di hi-tech e riscaldamento globale, proprio mentre l’ondata populista li sta spazzando via.

Come se non bastasse, nel suo rapporto annuale, l’Oxfam sostiene il 2018 è stato un anno in cui i ricchi sono diventati più ricchi e i più poveri e che l’aumento del 12% della ricchezza dei più ricchi contrasta con un calo dell’11% nella ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale. Gli stessi finanzieri e magnati che ora si ritrovano a Davos e che hanno ampiamente approfittato di un ordine mondiale, quello liberale, che si avvia verso la sua conclusione. Nonostante le vostre lacrime di coccodrillo, care élite, il globalismo è in ritirata – e non potete farci più nulla.

(di Roberto Vivaldelli)

 

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