Tutti i dem all'ambasciata italiana: una cena anti-Trump imbarazza Salvini

Tutti i dem all’ambasciata italiana: una cena anti-Trump imbarazza Salvini

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Il governo italiano è, senza timore di smentite, il miglior alleato di Donald Trump in Europa. Gli endorsement, più volte arrivati già prima dell’elezione del tycoon, da parte di Matteo Salvini e, in generale, le posizioni di Lega e 5 stelle sembrerebbero condurre ad un sempre più forte “asse sovranista” con l’attuale numero uno della Casa Bianca.

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C’è però chi, nell’ombra, pare proprio remare contro. È il classico caso in cui il deep state – per usare un termine caro agli Stati Uniti – cerca di sabotare l’esecutivo mettendo in atto iniziative che manifestano posizioni diametralmente opposte rispetto a quelle del governo.

Succede così che all’ambasciata italiana a Washington, guidata dall’ambasciatore Armando Varricchio – uomo voluto da Renzi e Gentiloni e molto poco apprezzato dall’amministrazione Trump -, si radunino, in una cena, tanti volti noti del partito democratico americano del calibro di Bill e Hillary Clinton e dell’ex segretario di Stato di Obama, John Kerry.


Una vera e propria cena anti-Trump per brindare a Nancy Pelosi, speaker della camera e personaggio fortemente in vista del mondo dem. Il fatto, riferisce Federico Capurso per “la Stampa”, sembra aver mandato su tutte le furie Matteo Salvini, a cui non sono bastate come giustificazioni il fatto che alcuni spazi dell’ambasciata non fossero nuovi ad ospitare eventi privati e che, la ragione della scelta della location, sarebbe legata alle origini italiane della Pelosi. “Conta il messaggio”, e quello lanciato è sicuramente ostile al lavoro dell’esecutivo Conte.

A ciò va aggiunto l’incontro, questo semplicemente istituzionale e già previsto, della stessa Nancy Pelosi col ministro degli esteri Moavero nel suo viaggio in USA.

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Se i vertici del governo italiano appaiono dunque decisamente schierati dalla parte di Donald Trump, che vede nel Belpaese il principale alleato contro Bruxelles e viceversa, c’è chi, negli ambienti diplomatici, continua a coltivare stretti rapporti con gli ambienti democratici che, anche in tema Europa, sono di tutt’altro avviso.

(di Simone De Rosa)

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