La Francia sta demolendo la Libia: non possiamo permetterlo

La Francia sta demolendo la Libia: non possiamo permetterlo

Non c’è niente da fare, la Francia non è la Francia senza grandeur, peccato che a livello geopolitico dovunque il tricolore d’Oltralpe metta mano, faccia danni. Per disegnare velocemente il grande pasticcio libico del 2011 basti solo ricordare che con la caduta di Gheddafi voluta dall’allora Presidente Sarkozy, l’Europa tutta ha perso l’unico interlocutore valido per relazionarsi col fu Scatolone di Sabbia.

La totale mancanza di capacità strategica nella leadership francese ha generato uno Stato mafioso oltre il Canale di Sicilia, tanto che l’attuale sistema istituzionale libico è formato dalle diverse sigle delle milizie della rivoluzione riassorbite nei singoli ministeri e nelle forze di polizia, con la diretta conseguenza che i garanti dello Stato sono anche quelli che gestiscono i traffici illeciti della Regione. Mattia Toaldo, nel numero 11 del 2017 della rivista “Limes” parla di “confusione fra ‘guardie’ e ‘ladri‘”.

Tutto ciò è la causa di quello che vediamo sotto i nostri occhi quotidianamente, ovvero il fenomeno migratorio senza controllo e la sua connessione con la malavita, il fallimento della Libia e l’erosione dell’influenza Italiana nel Mediterraneo. Inoltre gli ultimi fatti evidenziano ancora una volta l’ignorante arroganza francese.

Il generale Haftar, che controlla la Cirenaica e che è appoggiato da Macron, sta sferrando un attacco al Primo ministro Fāyiz al-Sarrāğ, sostenuto dall’Italia e Presidente del consiglio presidenziale dell’unico governo riconosciuto dall’ONU, tanto che quest’ultimo ha invitato tutti gli Stati membri ad interrompere i rapporti con i governi libici ad esso paralleli. Al-Sarrāğ è di fatto l’unico presidente lecito in Libia, ma la Francia continua nella sua politica di destabilizzazione dell’Africa a danno dell’Italia.

A questo punto è necessario essere realisti: l’attuale governo Gialloverde è pronto a difendere gli interessi della Nazione, imponendosi sulla Francia in Libia prima che questa venga trascinata ancora di più nel caos a danno dell’Italia? Non dimentichiamo che la sponda Nord dell’Africa è la testa di ponte per la nostra strategia geopolitica. Perderla significa essere tagliati fuori dai giochi. Definitivamente.

(di Alessandro Carocci)

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