La strumentalizzazione della xenofobia per destabilizzare il governo

La strumentalizzazione della xenofobia per destabilizzare il governo

L'”aggressione xenofoba” a Daisy Osakue, colpita da un uovo in pieno volto a Moncalieri, in realtà sarebbe parte di atti di vandalismo su larga scala che hanno visto presi di mira anche quattro cittadini italiani e una casa di un signore pensionato. A Cassola, in provincia di Vicenza, un operaio di Capoverde è stato ferito da un piombino nell’esercizio delle sue funzioni da un immigrato argentino. A Giulianova, provincia di Teramo, presso l’Ospizio marino (sede dell’ASL), Ibrahima Diop, cittadino senegalese, sarebbe stato offeso da un dipendente pubblico il 30 luglio 2018. “Il veterinario sarebbe da un’altra parte”, queste le parole incriminate.

Oggi, però, La Città (quotidiano teramano) smonta la tesi di quest’ultimo caso. E si basa direttamente sulle parole di Giandomenico Pinto, direttore della struttura, e sulla relazione del Distretto base di Roseto. Questi ultimi confermano la ricostruzione dell’addetto alla manutenzione delle macchine su quanto accaduto quella mattina. Si legge che il funzionario messo alla gogna, descritto come persona mite ed esemplare, abbia risposto che gli uffici sanitari fossero in fondo al corridoio del lato nord alla domanda dell’immigrato su dove si trovassero.

La strumentalizzazione della xenofobia per destabilizzare il governo

Sulla base di accertamenti, quindi, è probabile che vi sia un’azione legale contro quest’ultimo per calunnia. Repubblica, PD, LeU e Nicola Fratoianni, tuttavia, hanno colto la palla al balzo per ricamarci lo scandalo. Il “razzismo” e la “xenofobia” denunciati a torto divengono unicamente pedine strumentali alla destabilizzazione del governo gialloverde perché a parvenza sovranista (quindi automaticamente ostile).

Delle conseguenze, ovviamente, se ne fregheranno. Gireranno lo sguardo dall’altra parte se qualche migrante intortato dalla loro propaganda secondo cui vi è un clima ostile nei suoi confronti compirà qualche rappresaglia. Non c’è da stupirsene, lo hanno già fatto. Nel 2016, quando i dati dell’UNAR indicavano come oltre 1.800 i casi di discriminazioni (veri e non presunti) in Italia – circa cinque al giorno – nascondevano tutto sotto il tappeto. Gli insuccessi del PD in materia di immigrazione dovevano passare in sordina. Non se ne doveva parlare.

(di Davide Mario Pellegrino)

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