Gli U2 e la CIA: il pericolo delle celebrità "attiviste"

Gli U2 e la CIA: il pericolo delle celebrità “attiviste”

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Bono, leader della band irlandese U2, ha scelto un big boss della community dell’intelligence americana per dirigere la sua ONG “One”, ovvero Gayle Smith, la quale, nei suoi passati ruoli di Senior Director al Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti e di consigliera speciale del presidente Barack Obama, era abituata a dire alla CIA che cosa fare, specialmente quando si trattava dell’Africa.

La signora Smith, conosciuta anche come “la consigliera discreta di Obama”, è tristemente nota per il suo sentito elogio al funerale del suo amico da trent’anni Meles Zenawi, oggi “la persona più odiata d’Etiopia”. Precedentemente a capo dell’USAID, la signora Smith ha dato avvio alla sua carriera nell’agenzia di intelligence, fresca di college, come “giornalista” (il clero e i giornalisti sono due delle coperture preferite dalla CIA) in tutti i paesi del Corno d’Africa.

Dopo avere fatto la sua gavetta “dove la diarrea è uno stile di vita”, è diventata una protégé di Madeline Albright, ed è stata appuntata Capo dello Staff dell’USAID nel 1994, soltanto tre anni dopo avere concluso la sua carriera di giornalista. Una carriera fulminante: in soli tre anni è passata da “giornalista premiata” a dirigente di una società con 10.000 impiegati e un budget miliardario.
Parlando di etica, il nome di Bono è uscito nei Panama Papers, ma ehy, il nostro amico odia le tasse, chi non le odia?

Gayle Smith ha messo la CIA e una bella lista di ONG sullo stesso campo, ed è stata la persona maggiormente responsabile della fondazione del Center for American Progress, il cui capo, John Podesta, ha diretto la campagna elettorale 2016 di Hillary Clinton. Poi c’è il “Enough Project” e il suo celebre portavoce George Clooney, noto per avere spesso protestato contro crimini avvenuti in Africa, il più delle volte cose del passato lontano. Il nome John Prendergast vi dice niente?

La signora Smith ha dimostrato il proprio valore al clan Clinton nel ruolo di capo della sezione Africa del National Security Council tra il 1998 e il 2000, sotto la direzione di Tony Lake (consigliere della sicurezza nazionale di Bill Clinton), quando il governo mafioso etiope guidato da Meles Zenawi ha invaso l’Eritrea; un crimine del quale l’attuale primo ministro etiope si è scusato.

Con quasi 150.000 morti e il 40% degli eritrei fuggiti dal paese, Gayle Smith e Tony Lake hanno tentato di piegare l’Eritrea fresca di indipendenza, lasciando il lavoro sporco all’Etiopia. E quando la guerra non è andata come volevano, hanno portato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU le sanzioni contro l’Eritrea nel 2009, per poi tornare alla Casa Bianca come “la mano destra di Barry O’Bomber” e lasciare che Susan Rice si scatenasse all’ONU affinché ci fossero abbastanza voti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La storia dei tanti crimini diretti da Gayle Smith è sepolta nei meandri della comunità dell’intelligence americana, assieme ai tanti atti di sabotaggio e destabilizzazione compiuti dagli “umanitari” dell’USAID nei punti più problematici del pianeta.

Una cosa certa è che, quando attivisti come Bono e George Clooney decidono di dedicarsi al terzo mondo, coloro che dovrebbero beneficiare della loro carità farebbero bene a guardarsi le spalle da questi lupi travestiti da agnelli.

(American Herald Tribune – traduzione di Federico Bezzi)

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