Foa presidente RAI: reazioni tra l'ipocrisia e l'assurdo

Foa presidente RAI: reazioni tra l’ipocrisia e l’assurdo

La nomina di Marcello Foa a presidente della RAI ha, prevedibilmente, mandato fuori di senno giornalisti, opinionisti di area “left” e oppositori di ogni ordine e grado del governo giallo-verde.

Le reazioni , che non si sono fatte attendere, passano grottescamente dall’ipocrita al ridicolo, in un turbinio di dichiarazioni, post, tweet e comunicati che condividono il tono fortemente indignato e, caratteristica tipica di certa critica, una struggente preoccupazione.

La democrazia – dicono – sarebbe, tanto per cambiare, in pericolo. Dalla voce, pacata ma ferma, di Emanuele Fiano apprendiamo, ad esempio, della rabbia in casa PD per il nome che Lega e 5 stelle hanno scelto per la presidenza della tv di Stato. Una rabbia che scaturisce dal fatto che, ci ricordano i dem, il servizio pubblico dovrebbe garantire un orientamento ed un’informazione imparziale.

Insomma al Nazareno c’è sgomento perché Foa non garantirebbe un’equità che (apprendiamo adesso) dovrebbe esistere in RAI. A dire il vero però su questo punto non c’è tanto da biasimare Salvini e Di Maio per la comprensibile distrazione. In fin dei conti in questi anni la tv di Stato ha avuto alla presidenza stuoli di figure fortemente orientate verso una visione molto decisa e “PD-friendly” del mondo: la RAI ha avuto, giusto per citare qualcuno, le sue Annunziata, i suoi RAI3 (che resta quella che è), ha avuto i Santoro che imbastiva processi al centrodestra, i monologhi di Saviano in prima serata; senza dimenticare la cacciata dell’unica voce “dissenziente” in un programma di approfondimento politico, vale a dire quella di Nicola Porro.  Alla luce di ciò è possibile che, come gran parte degli italiani, anche Salvini e Di Maio non si siano accorti della caratteristica di imparzialità di mamma RAI. PD e Fiano li perdonino.

A questo punto qualcuno potrebbe preoccuparsi di non leggere un nome che in questo tipo di critiche appare con inesorabile certezza. State sereni però, perché, anche in questo caso, la figura di Vladimir Putin è saltata fuori. “Questa volta ha vinto lo Zar” è il lapidario commento, ad esempio, del mai banale Vittorio Zucconi.

Foa presidente RAI: reazioni tra l'ipocrisia e l'assurdo

C’è poi chi, come l’ex premier Paolo Gentiloni, si è mostrato ironicamente (vai a capire lo humor left!) preoccupato per le tendenze sovraniste di Foa.

Foa presidente RAI: reazioni tra l'ipocrisia e l'assurdo

Non si sa dunque in base a cosa, ma per l’ex presidente pare sia inammissibile che un “sovranista” (come fosse un reato) goda dei diritti che spettano ad ogni altra scuola di pensiero politico. Insomma, liberali sì, “comunisti” sì, democristiani sì, ma sovranisti proprio no. Una sorta di critica su idee (da bandire?) un po’ deboluccia per uno come lui, che viene dal cristianesimo democratico e da un mondo, seppur di sinistra, pur sempre liberare. Com’era quella frase di Evelyn Hall (che a molti “intellettuali” piace attribuire a Voltaire)? “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo”. Magari andrebbe fatta un’aggiunta: “Dillo, ma non puoi assumere posizioni di potere”, giusto Paolo?

Andrea Romano dal canto suo se la gioca, da vero fuoriclasse, con una combo e per non farsi mancare nulla associa sovranismo e Putin.

Foa presidente RAI: reazioni tra l'ipocrisia e l'assurdo

Solo una domanda: se la tendenza filo-russa di Foa è indice di un dominio di Mosca nel nostro Paese le tendenze, fino a ieri, filo-americane (lasciando stare le filo-obamiane) erano altrettanto espressione del dominio di Washington?

Sempre da casa PD Alessia Morani dimentica l’italiano o, in alternativa, la laurea in giurisprudenza e, riportando un tweet di Foa in cui il giornalista esprime “disgusto” per il senso di un discorso di Mattarella (disgusto è chiaramente riferito al senso del discorso), ne mette in risalto, non si sa in base a cosa, la possibilità di accusarlo di “vilipendio al Capo dello Stato”.

Foa presidente RAI: reazioni tra l'ipocrisia e l'assurdo

Tra smemorati e ipocriti, tralasciando i giornali (tra cui spiccano Repubblica e L’Espresso) si è mossa dunque così la critica a Marcello Foa, giornalista capace che ha il difetto di avere idee diverse da qualcuno che è troppo abituato a vedere sempre, ininterrottamente, imposte le proprie.

(di Simone De Rosa)

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