Michel Houellebecq, il profeta

Michel Houellebecq, il profeta

È da molto tempo che dico che il misantropo scrittore francese Michel Houellebecq sia un profeta. Non è possibile leggere i suoi romanzi senza concludere che lui capisca qualcosa di veramente importante dei nostri tempi. Sul New York Times, Adam Kirsch scrive lo stesso, anche se si concentra su Houellebecq come profeta degli incels: (1)

Il titolo francese del romanzo, che si traduce letteralmente “Estensione del dominio della lotta”, incapsula la teoria della sessualità di Hoeullebecq (lo scrittore è tipicamente francese nel suo amore per l’astrazione e la teoria).

La rivoluzione sessuale degli anni ’60, vista dai più come un movimento di liberazione, è meglio compresa come l’intrusione dei valori capitalistici nel precedentemente sacrosanto regno della vita intima. “Proprio come il liberalismo economico sfrenato, il liberalismo sessuale produce fenomeni di assoluta pauperizzazione”, scrive. “Alcuni uomini fanno l’amore tutti i giorni; altri, cinque o sei volte nella loro vita, oppure mai”. Quest’ultimo gruppo, i perdenti, è rappresentato in “Whatever” da Raphaël Tisserand, il quale è così repellente da non riuscire mai a fare sesso con una donna, nonostante i numerosi tentativi di sedurne una. Egli è un proto-incel, e la sua storia si evolve fino alla disturbante scena nella quale il narratore lo spinge a uccidere una donna che lo aveva respinto.

Alla fine, tuttavia, Raphaël non arriva a tanto. “Il sangue non cambia nulla”, conclude in maniera fatalistica. E questa è la differenza principale tra i personaggi di Houellebecq e criminali come Rodger e Minassian: i primi riconoscono che la violenza non cambierà la loro situazione. Sono vittime dei trend generazionali che Houellebecq crede abbiano fatto cadere l’Occidente, e la Francia in particolare, in una miseria incurabile. Il secondo (e migliore) libro di Houellebecq, “Le particelle elementari”, si scaglia anch’esso contro il “liberalismo sessuale”, aggiungendovi alcuni colpevoli, tra i quali lo spiritualismo New Age e le riviste per donne, l’atomizzazione sociale e il declino della cristianità. “Nel mezzo del suicidio dell’Occidente, era chiaro che non avevano speranze”, scrive l’autore dei suoi personaggi, in quello che potrebbe essere un perfetto slogan per il suo intero romanzo.

In un articolo di maggio, ho citato un passaggio dell’impressionante studio di Louis Betty che analizzava Houellebecq come diagnosta delle malattie dell’Occidente post-cristiano e post-religioso:

Tuttavia, la teoria di causalità che propongo, la quale rende giustizia alla totalità della visione del mondo di Houllebecq, è quella per cui il materialismo -concepito come una credenza generalizzata nella materia, che nelle sue manifestazioni politiche contribuisce al sorgere di ideologie diverse come il comunismo, il fascismo e il liberalismo- rappresenta la vera minaccia alle relazioni umane e alla sessualità nei romanzi di Houellebecq.

Da questo punto di vista, la graduale erosione della concezione teologica dell’essere umano, che inizia con la rivoluzione scientifica e raggiunge il suo apice nel ventesimo secolo, ha dato vita a un ordine sociale nel quale il valore della vita umana è calcolata secondo i parametri dello scambio economico – esatto, l’essere umano viene compreso in termini essenzialmente economici. L’attrattività e l’amabilità di una persona sono determinate dagli indiscutibili criteri del mercato valutario, come se l’essere umano non fosse diverso, in poche parole, da qualunque altro prodotto di consumo. La riduzione economica del valore umano è figlia del materialismo della scienza odierna, la quale elimina la possibilità del libero arbitrio e riduce l’essere umano a un casuale raggruppamento di particelle elementari. L’umanesimo, il quale tenta di assegnare diritti alla persona in assenza di una divinità capace di legittimare l’ordine morale, non ha alcuna possibilità contro queste condizioni.

Houellebecq sarà anche agnostico (una volta si definiva ateo, ma di recente ha cambiato la sua posizione), ma i suoi libri sono saturi di idee teologiche e filosofiche. Sotto tutti i punti di vista è una persona isolata e antipatica, ma questo sembra avergli dato un grande punto di vista attraverso il quale analizzare il mondo. Il libro di Betty si intitola “Senza Dio: Michel Houellebecq e l’orrore materialista”. Betty è un professore di letteratura francese, ma il suo libro è molto scorrevole, nient’affatto appesantito dal gergo del critico letterario. Ecco un altro pezzo del libro:

Lo slegamento dell’umanità da Dio è al cuore della narrativa storica che i lettori incontrano nei lavori di Houellebecq: senza dei principi morale legittimati da un potere superiore, e incapaci di trovare risposte significative alla propria esistenza, gli umani cadono nell’egoismo e nel narcisismo, e possono alleviare il proprio terrore mortale solo ricorrendo alla distrazione carnale della sessualità. Il moderno capitalismo è il sistema migliore, e più adatto, a tenere in vita questa visione del mondo. Il materialismo -la credenza esclusiva in ciò che è fisico, che esclude categoricamente l’esistenza di Dio, dell’anima, dello spirito e di qualunque mezzo trascendentale nella vita umana- produce un ambiente nel quale il consumo diventa la norma. Tale è la narrativa storica che sancisce i romanzi di Houellebecq, con il liberalismo economico come ultima e devastante conseguenza della despiritualizzazione umana.

“L’orrore materalista” è il termine più appropriato per descrivere questa visione del mondo, in quanto i lettori scoprono, attraverso la fiction di Houellebecq, società e persone che vivono attraverso i termini sociali e le conseguenze psicologiche del materialismo. Non c’è da stupirsi, dunque, che questi testi abbiano spesso un tono apocalittico.

Ecco una citazione del libro di Betty vitale per capire “The Benedict Option: A Strategy for Christians in a Post-Christian Nation”:

I romanzi di Houellebecq suggeriscono che, nel momento in cui una religione diventa definibile come “religione” -ovvero, quando i suoi simboli non vengono più visti dalla maggioranza della società come rappresentanti della disciplina e dell’autorità morale- essa è già spacciata. La religione deve fare molto di più che fornire all’individuo uno spazio per entrare, come diceva l’antropologo Clifford Geertz, nella “prospettiva religiosa”. Questo non è abbastanza per le persone odierne; i simboli sono troppo deboli, troppo slegati dall’esistenza di tutti i giorni per dare una seria motivazione. La religione deve imporre disciplina all’umanità, deve dare un ordine ai suoi atti e ai suoi impegni morali, deve fornire spiegazioni in grado di determinare il resto della vita sociale; altrimenti, la religione si perde nella palude di prospettive concorrenti: la scienza, il buonsenso, la politica, etcetera. Questo è esattamente ciò che è accaduto in Occidente…

Alcuni critici dell’Opzione Benedettina affermano che sia troppo debole, che equivalga ad arretrare dal tentativo ambizioso di stabilire una disciplina cristiana (nel senso che Betty intende, cioè un ordine sociale) per l’umanità (cioè, secondo alcuni utopisti, lavorando per stabilire una forma di governo integralista cattolico). A questi dico: la maggior parte dei cattolici, e di altre religioni cristiane in questa civiltà, non vede la religione che essi professano come una disciplina per le proprie vite, ma piuttosto come un’aggiunta psicologica alla vita, un tampone alla durezza della vita materialistica e individualistica che in realtà vogliono condurre. Questo è il punto centrale del Deismo terapeutico moralista. Prima di avere qualche speranza di ri-cristianizzare l’Occidente, dovremmo prima provare a ri-cristianizzare i cristiani dell’Occidente. Su questo non ho alcun dubbio.

Adam Kirsch sicuramente legge Michel Houellebecq con occhi diversi rispetto a un cristiano come me, ma siamo d’accordo nel dire che leggerlo è fondamentale per capire il tempo in cui viviamo.
Il romanzo da cui iniziare è “Le particelle elementari”. Il testo può essere un po’ difficile da leggere, ed è molto descrittivo nelle parti sessuali. Ma non è un libro erotico. Nel libro, il sesso è ciò in cui i personaggi si buttano nella disperata ricerca di connessione umana. Non è pornografia, se per tale si intende qualcosa progettato per eccitare i consumatori. E’ difficile immaginare che qualcuno possa leggere questo libro ed eccitarsi. Tuttavia, devo avvertirvi che c’è molto sesso nel libro, ma non è messo in maniera gratuita, in quanto è presente per permettere all’autore di parlare della vuotezza del sesso in un mondo che ha esiliato la spiritualità.

(the American Conservative – Traduzione di Federico Bezzi)

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