Barbari in Italia: il duello rituale dei Longobardi

Barbari in Italia: il duello rituale dei Longobardi

Gli anni in cui Rotari regnò sui Longobardi, (636 – 652 d.C.), costituiscono un momento di grande significato nell’ottica di consolidamento territoriale e politico del regno barbarico in Italia. Egli infatti combatté lo strapotere dei duchi, conquistò strappandole ai bizantini numerose regioni, fra cui la Liguria e parte della Romagna, e sconfisse ed uccise in battaglia l’Esarca di Ravenna Isacio, ovvero il viceré dell’imperatore di Costantinopoli in Italia. La fama di questo re longobardo è però per lo più legata all’Editto che fece redigere e che emanò il 22 Novembre del 643 dalla sua corte reale di Pavia.

L’Edictus Rothari, venne redatto da Ansoaldo, un notaio di origine longobarda, insieme ad un consesso di “antiqui homines”, molto probabilmente degli anziani, dei saggi, detentori del sapere orale e conoscitori delle tradizioni della stirpe longobarda, sia di carattere sacro che giuridico. Le motivazioni che spinsero il re a pubblicare una raccolta delle leggi del suo popolo sono, leggendo ciò che egli stesso dice nel prologo del testo, il voler portare pace ed ordine nel regno, aiutando i poveri a difendersi dai ricchi e dai potenti e limitando lo strapotere di questi ultimi. Altra motivazione è sicuramente quella di voler difendere le tradizioni longobarde minacciate dall’influenza della cultura romana. Rotari volle, con questa raccolta di antico sapere tradizionale, affermare l’identità etnica del regno. Lo stesso re dichiara di aver ricercato queste antiche consuetudini con lunghe ricerche ed accurate indagini, sia attraverso il ricorso ai saggi sopraccitati, sai indagando le pratiche correnti. Nonostante ciò la lingua prescelta per la stesura delle leggi longobarde fu il latino.

Barbari in Italia: il duello rituale dei Longobardi
La tavola qui riportata raffigurante un re longobardo circondato dai suoi guerrieri è di Giuseppe Rava.

 

Limitare la violenza dei privati vuole dire anche, e soprattutto, cercare di frenare ed arrestare il dilagare della faida, ovvero la violenza fra nuclei familiari scatenatasi per vendetta. Nella cultura barbarica tutta la famiglia è infatti chiamata a rispondere del delitto eventualmente commesso da un singolo membro, così come l’intero gruppo familiare ha il dover di mondare l’offesa subita da un suo componente. La vendetta che viene quindi a consumarsi su uno qualsiasi dei membri della famiglia rivale trascina lentamente ambedue i nuclei familiari in uno spirale di violenza e sangue. Da uno scambio di parole fra rivali poteva nascere un crescendo di morti e vendette private, che, in alcuni casi, arrivavano all’estinzione di intere famiglie.  Contro questa pratica si pronuncia senza riserve re Rotari nel suo editto, vietandole esplicitamente e sostituendo la vendetta di sangue di un membro della famiglia nemica con altri mezzi fra cui il guidrigildo, ovvero il pagamento di un prezzo di risarcimento adeguato, il giuramento sacro, ed infine l’ordalia, ovvero il duello rituale.

La parola “ordalia” deriva dal latino medievale “ordalium”, ed è la trascrizione della parola “ordal” che deriva dalle lingue germaniche. È un termine nato nel medioevo europeo per indicare il “giudizio di Dio” (iudicium Dei), ovvero ogni prova rischiosa di carattere violento (ad es. il duello, l’ordalia dell’acqua bollente, l’ordalia dei bracieri ardenti ecc.) alla quale veniva sottoposto un accusato, il cui esito, considerato come diretta manifestazione della divinità, era determinante ai fini della risoluzione del processo giuridico. Per ordalia (Urteil), quindi si intendeva qualsiasi procedura che chiamava direttamente a giudizio il divino. Con queste pratiche, di chiara origine germanica e barbarica, di natura sempre violenta, il popolo dei longobardi, e molti altri popoli barbarici insediatisi nei territori dell’Impero Romano d’Occidente, era solito dirimere le contese che venivano considerate insicure nella loro risoluzione.

Barbari in Italia: il duello rituale dei Longobardi

L’ordalia più amata era quella del duello.  Il duello consisteva nella lotta di una o più coppie di combattenti, preceduta da invocazioni alla divinità. Il culto di Dio si accoppiava al culto delle armi e della forza fisica. Lo scontro avveniva generalmente fra accusatore ed accusato anche se potevano essere impiegati dei campioni, scelti appositamente dalle differenti parti in causa. Si rimetteva nelle mani di Dio la decisione su chi avesse ragione, ma in verità essa si trovava nelle mani del combattente più forte, più grosso, più veloce o semplicemente più esperto. Purtroppo non abbiamo testimonianze delle armi usate negli scontri, né sono arrivati a noi dei testi scritti con le leggi che regolamentavano il duello; possiamo solo intuire, dal nome con cui viene spesso indicata questa pratica nell’Editto, ovvero “sub uno scuto per pugna dimittatur ”, che i due contendenti avessero uno scudo- uno dei simboli guerrieri per eccellenza nella mentalità barbarica -, che poi a questo affiancassero una lancia – altro simbolo di potere militare e regale per i longobardi-una spada o il coltellaccio detto scramasax, a noi non è dato saperlo. Non bisogna però credere che chiunque potesse sfidare chiunque, il ricorso alla monomachia era limitato agli arimanni, gli uomini liberi. Presso i longobardi la forza del lignaggio si basava sulla grande dignità dell’uomo libero, il guerriero in armi. Egli è tutelato in tutti i modi dall’editto contro ogni affronto alla sua persona, tanto che il semplice uso dell’epiteto di “arga”, (codardo), può costringere l’offensore a sottoporsi al duello giudiziario. Base del potere del regno sono il numero e la forza degli uomini liberi, a cui il testo rotariano cerca di garantire ogni diritto; infatti nella società longobarda la capacità giuridica viene riconosciuta solamente a coloro che sono in grado di portare armi, gli arimanni. Sono questi i primi fruitori, e gli unici, dell’istituzione ordalica del duello.

(di Marco Franzoni)

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Perché gli 800mila “libici” non scapperanno da nessuna guerra
Con la ripresa delle ostilità in Libia, gli immigrazionisti hanno [...]
Trump spedisce gli immigrati nelle città dei progressisti
Come spiega Gli Occhi della Guerra, il Presidente Donald Trump [...]
Clamoroso a Malmö! Primo mese senza spari in 3 anni
Ebbene sì. Malmö, area multiculturale svedese, finalmente ha il suo [...]
Danimarca, guerra multietnica: 23 arresti. Media in silenzio
Siamo in Danimarca. E' possibile che un gesto provocatorio scateni [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter