Insidie e aspetti positivi: ecco il nuovo accordo europeo sull'immigrazione

Insidie e aspetti positivi: ecco il nuovo accordo europeo sull’immigrazione

L’accordo di Giuseppe Conte ottenuto al Consiglio Europeo presenta due facce della medaglia. Se gli hotspot per un rapido riconoscimento sul nostro territorio, la cui costruzione sarà prima decisa in sede di consiglio dei ministri, possono essere una conquista a patto che i tempi di riconoscimento dei migranti – prima biblici – accelerino, è il ricollocamento degli stessi il problema.

Sarà su base volontaria, quindi a discrezione di ogni Paese UE. Emmanuel Macron non li accoglierà, perché non rinuncerà mai ai piani egemonici sulla nostra penisola. Angela Merkel pure, poiché la sua sopravvivenza dipende dalle pressioni di Horst Seehofer. Quindi una fregatura al netto dei proclami.

Certo, l’Italia potrebbe stemperarla con la strategia adottata fino ad ora, ossia chiudere i porti e lasciare le future Lifeline e Aquarius a gironzolare nel Mediterraneo in attesa che qualcuno interessato allo sbarco “umanitario” si faccia avanti. Il che sarebbe lungimirante e possibile.

Ottimo, invece, il punto concordato sulla Libia. Si legge che nelle acque territoriali e zone SAR di sua competenza dovrà agire la sua Guardia Costiera affinché riconduca i clandestini da dove sono partiti dopo averli “salvati.” Un freno, quindi, al business delle ONG. Sulle sanzioni alla Russia, purtroppo, con John Bolton al Viminale pochi giorni prima c’era da aspettarsi poco. Infatti sono state rinnovate di 6 mesi senza battere ciglio. Si vedrà.

(di Davide Pellegrino)

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