Il 16 giugno e l'impresa eroica degli Alpini

Il 16 giugno e l’impresa eroica degli Alpini

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Il 16 giugno è una data da ricordare, una di quelle che hanno scritto un pezzo della nostra nazione e che troppo spesso viene gettata nell’oblio del dimenticatoio. È una data che è entrata nella leggenda della storia militare italiana e in quella degli alpini; il ricordo di un’impresa eroica frutto di sacrificio e ingegno, che hanno dato vita ad un capolavoro militare: la presa del Monte Nero.

La prima guerra mondiale è iniziata, per l’Italia, da meno di un mese e sul fronte delle Alpi Giulie il nostro esercito e quello austriaco hanno da poco iniziato a darsi battaglia. Il Monte Nero è uno delle vette più difficili da prendere, dominata dagli austriaci e con una struttura naturale che rende quasi impossibile la conquista in scalata.

Il 31 maggio gli italiani (un misto di bersaglieri e alpini) avanza oltre l’Isonzo , e si stazione proprio alle falde del Monte Nero. Da lì la lotta proseguì per giorni, con una serie ininterrotta di cruenti scontri fino al colpo di mano decisivo della notte tra il 15 e il 16 giugno 1915.

Dopo un giorno di battaglia, al tramonto, finalmente il fuoco degli austriaci cessò e fu allora che gli Alpini iniziarono l’operazione. Le divisioni Susa ed Exilles partirono infatti alla conquista del monte, su un percorso senza presenza di forze nemiche perché ritenuto un riparo naturale, impossibile da percorrere.

I soldati italiani avanzano in un silenzio tombale, facendo attenzione al minimo rumore: la sorpresa è l’arma che hanno scelto per battere il nemico.

L’attacco parte allora da due fronti: gli alpini del Susa sfruttano il versante nord, mentre le compagnie Exilles attaccano quello meridionale.

Gli austriaci non notano la presenza italiana se non alle 3.30. I primi a raggiungere le postazioni nemiche sono i ragazzi del Susa che ingaggiano subito il duello con il nemico e riescono a coordinare l’offensiva con l’arrivo, a dar man forte, dei compagni dall’altro versante.

I combattimenti vengono portati avanti per poco più di un’ora e, con non poche perdite, alle 4.40 è il tricolore italiano a sventolare sul Monte Nero.

È un’azione condotta con grandissima perizia e coraggio quella degli Alpini, e persino il Shalek, un generale austriaco scriverà: “Giù il cappello davanti agli alpini”.

(di Simone De Rosa)

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Potrebbero piacerti

Il mito calcistico del Brasile è finito?
Il mito del Brasile finito? Forse. Ma andiamo con ordine. [...]
Sovranisti, sveglia! Sbarchi super e UE cannibale, altro che “5 furbetti”
Sovranisti, sveglia, non è il momento di indignarsi per le [...]
Brasile, ecco la petizione contro George Soros
Dal Brasile parte una grande raccolta firme contro il magnate [...]
Imagine “comunista” e la ridicola politicizzazione dell’arte
Hanno fatto discutere le dichiarazioni di Giorgia Meloni in merito [...]
Scroll Up