L’Eurasia si farà e si sta già facendo

L’Eurasia si farà e si sta già facendo

Dalla fine degli anni Ottanta ad oggi è in atto lo smantellamento di quel polo di potenza terrestre (definito mitopoieticamente come Behemoth) che faceva riferimento al grande impero russo prima e a quello sovietico poi. Decostruzione fortemente voluta dalle potenze “Occidentali” facenti parte del patto Atlantico, ovvero quel mondo ormai a predominio anglosassone che ricava la sua forza dalla talassocrazia, (dominio dei mari), e dal commercio che questi assicurano (geopoliticamente espresso dalla figura del Leviathan, il Leviatano di tradizione biblica).

Con la definitiva caduta del muro e dell’Urss, la Nato ha continuamente eroso e fagocitato le diverse nazioni che facevano parte del Patto di Varsavia e che si raccolgono intorno agli elementi comuni o della religione, (il cristianesimo ortodosso), o dell’appartenenza etnica, (Slava): Polonia, Stati baltici, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria per citarne alcuni. L’avanzata verso est dell’influenza americana e delle ingerenze del parlamento Europeo è vista come una minaccia da parte di Mosca, tanto più che con il dichiarato supporto di Washington ai movimenti neonazisti e golpisti ucraini si è arrivati ad un faccia a faccia molto duro.

Un conflitto eterno e mai sopito quello fra il Behemoth e il Leviathan, i due mostri biblici assurti ad esempio per identificare i due poteri contrapposti: quello terrestre e quello marino. Così descrive il titano terrestre il Libro di Giobbe (40,15-24): “Ecco il Behemoth, che io ho creato al pari di te;/ mangia erba come il bue. / Osserva la forza dei suoi fianchi/e la potenza del suo ventre muscoloso. / Esso drizza la sua coda come un cedro, / i nervi delle cosce si intrecciano saldi. / Le sue ossa sono tubi di bronzo, / le sue vertebre come spranghe di ferro. / Egli è la prima delle opere di Dio;/ solo il suo Creatore lo minaccia di spada.” Animale identificato da alcuni in un elefante, da altri in un dinosauro sauropode, in verità rappresenterebbe unicamente la gloria e il dominio di Dio su tutti gli animali della terra.

L’Eurasia si farà e si sta già facendo

Il suo diretto rivale biblico, e per la nostra metafora geopolitico, è il grande e mostruoso Leviathan; Giobbe 40:25-32, 41:1-26: «Fa ribollire come pentola il gorgo, / fa del mare come un vaso di unguenti. / Nessuno sulla terra è pari a lui, /fatto per non aver paura. / Lo teme ogni essere più altero;/ egli è il re su tutte le bestie più superbe». L’uno non è altro che l’opposto e la negazione dell’altro, essi dominano su due elementi ben diversi che compongono il pianeta terra: le profonde distese oceaniche il secondo, mentre il primo la vasta terraferma su cui noi viviamo.

Benché l’Urss si pose in netta contrapposizione con il passato imperiale zarista, ne ereditò senza dubbio l’eredità geopolitica: il controllo dell’Asia centrale e l’espansione verso l’Europa occidentale dello Stato sovietico fra il 1930 ed il 1945 lo dimostrano pienamente. Il filosofo russo Dugin scrive nel suo libro “Eurasia. La rivoluzione conservatrice in Russia”, che: “le leggi della geopolitica si dimostrarono più fondamentali delle leggi della filosofia”. Il marxismo-leninismo sovietico tagliò infatti ogni legame con l’Impero e i Romanov, eppure perseguì le stesse politiche di potenza terrestre e sovracontinentale. Negli anni Novanta, mentre l’Urss si dissolveva e crollava come un castello di sabbia, le élite politiche dei Paesi dell’ormai ex Unione Sovietica e la popolazione stessa sentirono sempre più il bisogno di rimanere unite, se non all’interno di un unico Stato, almeno economicamente e politicamente.

L’Eurasia si farà e si sta già facendo

Gli immensi spazi Eurasiatici, un tempo uniti dalla forza dell’Impero Mongolo di Gengis Khan e quindi dal potere autocratico degli Zar, anche in seguito alla caduta del Comunismo Sovietico, non hanno smesso di lavorare di comune accordo per garantire pace e prosperità nella regione. Il merito di una nuova costruzione politica comune lo si deve a Nursultan Nazarbaev, presidente del Kazakistan, che parlò per primo di “Unione Eurasiatica”. Con Eltsin, il Presidente russo che si vendette alle lobby americane, non si fece nulla in quella direzione; mentre le cose cambiarono invece con Putin, che grazie ad una visione geopolitica molto più lucida iniziò la ricostruzione di quella serie di alleanze economiche, militari e di Spirito con i vecchi alleati del CSI (Comunità Stati Indipendenti). È sempre Dugin a sostenere che l’Unione Eurasiatica sia qualcosa di difficile da costruire; eppure le opportunità ci sono tutte, così come gli errori del passato possono diventare insegnamenti per il futuro, la situazione geopolitica mondiale volge sempre più a favore di questo folle sogno che ricorda le imprese di Alessandro Magno e di Gengis Khan.

Mentre la sciagurata posizione degli Stati Uniti di “gendarmi” del mondo si affievolisce sempre più a causa di una politica estera scellerata, si rafforzano gli scambi e si saldano le collaborazioni fra i grandi Stati Asiatici. Il progetto cinese di una nuova via della Seta, la collaborazione fra India e Mosca nel campo degli armamenti pesanti così come il plebiscito della Crimea per il suo ritorno nella Federazione Russa, sono tutti esempi di come per il Leviatano le cose si stiano mettendo sempre peggio. Non ultima la vittoria del presidente Assad e dei suoi alleati, (Iran, Hezbollah ed Iraq), sull’Isis segnano quel cambio di marcia che ha preso la politica mondiale: non più a netto predominio Nato-Usa ma rivolta verso un futuro Multipolare. Così, di fronte ad un’Unione Europea che perde i pezzi e lo smalto, un nuovo progetto Federale Eurasiatico che vada da “Lisbona a Vladivostok” non è poi così assurdo.

(di Marco Franzoni)

Articoli correlati

Potrebbero piacerti

Contro il “sessualmente corretto”: intervista a Nino Spirlì
Abbiamo raggiunto Nino Spirlì, scrittore e autore TV, per un'intervista [...]
Il “piano Draghi” nelle stanze dei bottoni
Mostrare gli aspetti positivi di una personalità pubblica di un [...]
Lerner chiede di “mettere al bando” i giornalisti sovranisti
La democrazia secondo Gad Lerner: mettere al bando e censurare [...]
Siamo contro l’immigrazione: è un problema?
Oltre la Linea è contro l'immigrazione di massa, e non [...]
Ultime

NOTIZIE

Seguici su

Facebook

Ultime da

Twitter