100 anni fa la disfatta di Caporetto

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Ottobre 1917. Da oltre due anni il conflitto è caratterizzato da offensive e controffensive che vanno dal golfo di Trieste al Carso, passando per l’l’Altipiano di Asiago fino allo Stelvio. Si combatte in trincee fangose, sporche, senza il rancio per giorni, ma si tiene duro. Qualcosa, tuttavia, cambierà. Nel silenzio, all’improvviso, i reparti dell’Impero Austro-Ungarico sono supportati da un forte contingente dell’esercito tedesco caratterizzato da una – allora – innovativa filosofia strategica: colpire e sfondare un punto solo del fronte e, al contempo, avvolgere alle spalle la 2° e 3° armata italiana.

E’ il 24 Ottobre 1917, 100 anni esatti fa. Nella piana di Plezzo, Tolmino e Caporetto, in una notte piovosa, si scatenò l’inferno. Oltre mille bocche di fuoco nemiche precipitarono sul Regio Esercito, sterminandone in poche ore la linea del fronte. Fu l’inizio della famosa disfatta.

100 anni fa la disfatta di Caporetto

A guidare le operazioni austro-germaniche un giovane tenente che si ritroverà, circa 25 anni dopo, a scrivere pagine memorabili di storia: quell’Erwin Rommel eroico nelle lande desertiche di El Alamein e in Francia come difensore del Vallo Atlantico durante le fasi confuse del D-Day, il 6 giugno 1944. In due settimane travolse completamente le linee di difesa italiane, arrivando fino ad Alano di Piave e costituendo cosi la nuova linea del fronte al Montello e al Grappa. Le popolazioni veneto-friulane, stipate in lunghe colonne, oltrepassavano il Piave in piena. Il Regio Esercito, dopo aver fatto saltare i ponti, si ritirò a Mogliano. Quest’ultima, strenua linea di difesa, divenne, in quei giorni caotici, il centro operativo della 3° Armata e residenza ufficiale del Duca d’Aosta, Emanuele Filiberto di Savoia.

Palazzi, case, scuole ed esercizi commerciali furono trasformati in caserme, sedi di settore, uffici, servizi logistici e ospedali di prima linea aperti tutto il giorno con continui arrivi di feriti, malati, prigionieri. Pochi giorni dopo, a causa della disfatta, Luigi Cadorna venne sollevato dal suo incarico; al suo posto subentrerà Armando Diaz, che organizzerà la leggendaria resistenza sul Piave, iniziata nel giugno del 1918 con la Battaglia del Solstizio e culminata a Vittorio Veneto, il 24 ottobre dello stesso anno. Il resto è storia.

(di Davide Pellegrino)

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