Niente Ius Soli: ma chi pensa che si arrenderanno è ingenuo

Niente Ius Soli: ma chi pensa che si arrenderanno è ingenuo

Pare proprio che il famigerato ius soli, leggasi la legge sulla cittadinanza più attesa dai radical chic di tutto il mondo, particolarmente italico, non verrà approvata.

Manca la cosa più importante: i numeri in Parlamento.  Il PD, partito che più di ogni altro ha cercato di applicare questo giro finale, termine di un’attività culturale che la sinistra italiana mette in piedi ormai da una trentina d’anni, sembra stia tirando, insomma, i remi in barca.

Agli olre 50mila emendamenti previsti allo ius soli al Senato (presentati in gran parte dalla Lega), vengono aggiunti i mancati voti di Alleanza popolare,  i 5 stelle sono contrari e Berlusconi non farà abbandonare l’aula ai suoi. Infine, pare proprio che il governo non chiederà la fiducia.

Abbiamo “vinto”. Ma chi pensa che si arrenderanno è un illuso. La cultura italiana, nonostante un popolo lobotomizzato all’indifferenza e all’odio per la patria, riesce ancora a respirare. E dire che stanno cercando di ammazzarla in tutti (ma davvero tutti) i modi.

Se si pensa che lo stesso Minniti, leggasi l’unica voce di normalità sul tema delle migrazioni in un governo auto-distruttivo, ha dichiarato ufficialmente che un Paese “deve avere il coraggio di dare nazionalità a chi è nato qui”, si ha il quadro di come la politica italiana sia orientata ad eliminare qualsiasi ostacolo. Se si pensa che Lotti insiste ancora oggi, affermando che “non so quando, ma ci riusciremo”.

Se si pensa, soprattutto, che la battaglia culturale avviata dalla sinistra italiana non ha mai avuto soste, dai primi sbarchi di profughi albanesi nell’ormai lontanissimo 1991, è giusto attendersi una banalissima “pausa”, prima che la tempesta dell’integrazione forzata riprenda, con maggiore energia di prima, dopo essere riusciti, nonostante tutto, a fare cittadini 5 milioni di stranieri in 20 anni. Un numero enorme.

L’esercito composto dai media di massa, Repubblica e Huffington Post in testa, dai giornalisti ideologicamente orientati come Mentana, Lerner e compagnia oenneggiante, appena l’aria si rifarà più respirabile, ricomincerà ad attaccare senza pietà.

(di Stelio Fergola)

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