Lloret de Mar, il caso Ciatti e la decadenza dell'Europa contemporanea

Lloret de Mar, il caso Ciatti e la decadenza dell’Europa contemporanea

Ha avuto ultimamente rilevanza (ma neppure troppa) la notizia del pestaggio mortale di Niccolò Ciatti, un italiano in vacanza in Spagna, nella località alla moda di Lloret de Mar. I dati fondamentali sono due, dai quali si snodano altre problematiche di tipo complessivo. Partiamo dalla situazione specifica, vediamo dalle immagini diffuse la ferocia e la bestialità di come si accaniscono i 3 soggetti in questione di nazionalità cecena contro i due italiani, di cui uno, Ciatti, appunto, rimane morto dopo aver ricevuto un colpo mortale.

Sempre al fattore bestialità è da addurre il comportamento di una mandria di individui che armati di Smartphone e indifferenza, il peso morto della storia per dirla con Gramsci, assistono e filmano la scena. Indifferenti, o innocenti, poi; come se non conoscessimo quella massa informe di scarti della biologia che tutti i giorni si accumulano vicino i bar, sotto le nostre case o nelle nostre piazze ad abbaiare, sporcare, molestare passanti e ragazze – quelli di sesso maschile – oppure a sghignazzare, a provocare e a seminare discordia – quelli di sesso femminile.

Il dato “giudiziario” e dell’ordine pubblico in sé già dovrebbe far riflettere, come è possibile, infatti, che in questi locali di vita notturna – usiamo il plurale perché gli episodi che avvengono sono numerosissimi – si vengano a creare queste situazioni così gravi di violazione della legalità? Risse, uccisioni, stupri, spaccio di droghe, operazioni criminali di vario tipo, di disordine pubblico e del vivere civile.

Adesso, dopo lacrime, compassione, e i soliti distinguo giustificazionisti, chiuderanno per un po’ la discoteca e poi la riapriranno per fare i loro traffici peggio di prima. Perché in quel momento preciso, non c’era nessun “buttafuori” in grado di sedare la rissa, sul nascere, o quantomeno, nel caso ci si fosse accorti in ritardo, di prevenire la morte del ragazzo? E ancora com’è possibile che due dei soggetti del branco – nella neo-lingua gruppo di balordi ben individuati ma passati dai media come anonimi – ora già sono in libertà?

Non avranno sferrato il colpo mortale, ma i reati legati alla complicità sono molteplici (lesioni gravi, rissa aggravata, ecc), e avrebbero tutte le carte in regola per stare “giustamente” in galera, anche solo in attesa di accertamento dei fatti – la Spagna non è poi questo paese così lassista con i criminali. E’ davvero curiosa, per usare un eufemismo, questa storia, dei 3 ceceni, prima passati per russi – la stessa russofobia del caso Igor? – che erano richiedenti asilo politico, in Francia, per fatti relativi alla questione russo-cecena – vivaddio che la Russia reprima questi elementi.

Se c’è addirittura un collegamento, col fatto che i suddetti siano “implicati” nella Fake News, dei “perseguitati” nei campi ceceni per le loro tendenze “gay” – si badi bene non omosessuali – visto che, le discoteche in questione, sono i principali diffusori della sub-cultura gay, questo dato non lo verremmo mai a sapere, ovviamente, dal mainstream e lo lasciamo alle “indagini” di tipo sub-mediatico dei giornalisti “veri” ai quali sta a cuore la verità. Infatti, anche quest’ultimo dato avrebbe molto senso alla luce di un’analisi a tutto tondo della situazione attuale nelle sue varie sfere, soprattutto “pensiero unico” e “questione dei valori”.

Proprio allacciandoci a questi aspetti, innanzitutto, verrebbe da chiedersi come mai queste immagini vengono diffuse. Non è la prima volta oramai, che molti media, non per forza i tg nazionali, diffondono video di questo tipo. Che senso ha, in questi casi, diffondere anche le immagini di avvenuta barbarie alla quale si può credere tranquillamente con la notizia scritta. I media effettuano un profondo lavoro di intervento e modellazione dell’inconscio degli individui, e questi video, come quelli di atti sessuali in luogo pubblico presenti su diverse testate giornalistiche on line, scatenano una sorta di voyerismo “light” nello spettatore. E’ chiaro che la notizia, corredata da questo materiale, moltiplica il suo numero di visualizzazioni o il suo audience televisivo, secondo un copione sin troppo noto, il problema è come influenzerà, poi, anche l’essere dello spettatore.

Altro fattore fondamentale sul quale bisogna iniziare seriamente a riflettere, è il ruolo delle discoteche, della cosiddetta “movida”, e di queste località di mare. Ambiti, questi, che costituiscono, oltre che una vera e propria zona franca all’interno degli stati nazionali – sono sistemi che si fondano molto spesso su illeciti e criminalità di ogni genere – e che, in clima di totale decadenza “oggettiva” delle qualità spirituali dell’Uomo – la questione dei valori sopracitata –, sono oramai delle vere e proprie arene degne delle parabole di Sodoma e Gomorra dell’Antico Testamento. E facciamo quest’analisi al netto di un certo bacchettonismo e di tendenze securitarie.

Questi luoghi sono lo specchio esatto dell’assenza di un principio “superiore” nell’edificazione della nostra società. In Europa la questione di un principio di questo tipo al quale conformare l’organizzazione politica e societaria l’hanno conservata in pochi e limitatamente, anche dato il contesto proprio al Kali Yuga. Tra questi, sicuramente la Russia del presidente Putin che si forgia di una visione neo-Tradizionale legata al culto della propria Storia nazionale (il popolo russo, la chiesa ortodossa, le figure di Pietro il Grande o dello stesso Stalin).

Importante a riguardo è il ruolo di Alexandr Dugin, vicino alla presidenza Putin. Questo discorso può essere traslato in una scala minore, che è la vita di tutti i gironi dell’europeo della strada. Pensare di vivere sulla base di meccanisti beceramente consumistici, sulla soddisfazione degli istinti primari di ogni tipo, e sulla base di questo “illimitato godimento delle risorse” – in questo caso inseriamo l’uso di droghe e alcool che usura il corpo fisico e cerebrale dell’individuo – è pura follia e sovvertimento dei parametri base sui quali è ordinata la vita e la natura stessa.

Di conseguenza è il momento di chiedersi: a quale tipo di dominio “spirituale” corrispondono i suddetti atteggiamenti? Ed escludiamo, da questa risposta, tutta la questione economico-sociale dei profitti che fanno le multinazionali delle droghe e del regime di “dolce vita” contemporanea.

L’Europa del cosmopolitismo, dell’Erasmus, della “assenza di barriere”, dell’essere “free”, aperti e tutte queste bella parole, quasi dolci, che nascondono, però, un’anima subdola e totalizzante, è diventata una sorta di rave party a cielo aperto. E’ lecito che questi aspetti “marginali” e sub-culturali, fino a un decennio fa e poco più, oggi siano la “vera” religione alla quale si conforma il “nuovo” europeo?

E’ venuto il momento di porsi queste domande, ognuno di noi in cuor suo. E’ necessario ripartire con una vera e propria campagna di sanificazione “mentale” che deve investire tutti, anche quelli che dicono di saper gestire il proprio tempo libero, e il divertimento in generale. Non è così scontato, infatti, e mi rivolgo ad un genitore, che i propri figli fatto il proprio dovere di studenti o di lavoratori, vadano “meritatamente” a divertirsi in locali di questo tipo.

La logica subliminale – che sta alla base di questo “divertimento”, della “musica” diffusa in questi luoghi, di questi messaggi che inneggiano all’uso di cocaina, super alcolici, e a quella specie di sessualità anti-naturale, e pressoché irrealizzabile – è una logica che investe tutti, anche coloro che hanno le migliori predisposizioni a non farsi toccare da essa. Oramai in Occidente, vengono passati per libertà, tutta una serie di comportamenti e stili di vita che sono il frutto del relativismo più becero, ma anche di una scarsa capacità di prospettiva e di calcolo razionale.

Vivere la vita come in un’eterna giovinezza, questo stupido assioma derivato da meccanismi già degenerati anche in una logica post-moderna. Pensare che la giovinezza sia la fase per eccellenza se non addirittura esclusiva della vita, è sinonimo di stoltezza, innanzitutto, perché se c’è anche la maturità o la vecchiaia, esse hanno più che una funzione “biologica” ma sono esse stesse portatrici di godimento, seppur differente da quello dell’età giovanile – nella cultura, nelle arti, nell’attitudine alla riflessione e a vedere la vita ed il creato da prospettive diverse.

La scarsa capacità di prospettiva, invece, deriva dal fatto che per soddisfare modelli da “american way of life” e capricci dell’ego di questo tipo, si consuma al massimo il proprio potenziale nella gioventù. Senza mettere in conto, che passata questa fase, si potrà avere ancora voglia di vivere, ma purtroppo, però, tutta una serie di risorse fisiche e psichiche saranno pressoché assenti, consumate tutte nei primi 30 o 40 anni di età. Pensiamo solo a come si sentirà uno di questi ragazzi che hanno il corpo letteralmente riempito di tatuaggi, quando avranno 50, 60 o 70 anni. Quando, cioè, si saranno stancati di avere tutta quella roba addosso e non avranno più un lembo di pelle libero.

A quel punto potranno solo disprezzare sé stessi, e tutto quel calderone di stronzate a cui hanno creduto ciecamente, senza neanche un minimo dubbio che corrispondessero “veramente” alla libertà di essere – confondere la libertà del Sé con i “piaceri”, così dicono, del corpo che ne sono solo una parte è ingenuità non da poco. Ma ciò non basta, ci si è incamminati, infatti, sul fondare tutto un modello societario sul “vivere come se non ci fosse un domani”, e sulla base di queste premesse, molto probabilmente non ci sarà o sarà sempre più tetro.

In pratica i portatori di questa gretta e conformistica mentalità, ricordiamolo a chi si riempie la bocca di termini come “apertura mentale” o “trasgressione”, – roba che è funzionale per eccellenza al volere delle élite mondialiste e al loro “nuovo oscurantismo” e “culto dell’identico” – per soddisfare i “loro” piaceri stanno spompando tutta la natura e il genere umano. Essi invece di elevare sé stesi preferiscono gettare verso il baratro il mondo intero.

Una vera e propria inversione di poli si direbbe in linguaggio esoterico, religioso ma anche scientifico moderno: sostituire i livelli superiori con quelli inferiori, il regno della bestia a quello del divino, le energie “basse” su quelle “alte”, le parti “ferrose” su quelle “saturnie”.

Prendere atto di ciò, sarebbe il primo passo per rilanciare la bussola e rimettere le cose nella direzione giusta, utilizzando le risorse che si hanno a disposizione per fini utili che abbiano a cuore il bene comune, e anche un piacere “vero”, che sia in grado di incanalare la vera essenza dell’anima europea. Questo lavoro va effettuato sostanzialmente dentro di Sé e da lì esteso ai vari ambiti sociali e comunitari.

E mentre i guru del pensiero unico, e della sinistra liberal o democratica, giustificano, giustificano e giustificano, che non si facciano sconti e cessioni di nessun tipo – innanzitutto a sé stessi e a quel punto con maggior decisione al mondo esterno – ad aspetti che hanno a che fare con la seduzione delle “teorie”, o meglio “storture”, del nuovo ordine mondiale.

(di Roberto Siconolfi)

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