"Lo stupro è peggio all'inizio, poi la donna si calma". La frase choc del "mediatore culturale"

“Lo stupro è peggio all’inizio, poi la donna si calma”. La frase choc del “mediatore culturale”

Si sa: da qualche anno a questa parte, i crimini perpetrati dagli immigrati sono diventati un tabù. Chi osa denunciarli viene automaticamente bollato con epiteti diffamatori quali “razzista”, “nazista” e via dicendo. Politici, giornalisti e opinionisti solitamente molto attivi nella vita come nei social – ma di cui, pur essendo noti ai più, non farò i nomi per non dargli un’ulteriore, immeritata, visibilità – magicamente scompaiono.

"Lo stupro è peggio all'inizio, poi la donna si calma". La frase choc del "mediatore culturale"

Ma questo è il meno: facendo un giro su Facebook è infatti possibile leggere giustificazioni e minimizzazioni di ogni tipo (“Eh ma anche gli italiani delinquono”, “Eh ma voi seminate odio sottolineando la nazionalità del colpevole”, “Eh ma Salvini”). Insomma, la narrazione ufficiale non può essere messa in discussione e chi lo fa deve essere demonizzato e ridotto al silenzio. Curioso, a tal proposito, come gli intenti di questi democratici assomiglino ai nazisti che in teoria disprezzano, ma sorvoliamo.

Tutto ciò è noto, siamo ormai abituati a fare i conti con questo imbarazzante status quo. Ci sono però degli episodi capaci ancora di stupirci. Uno di questi è il commento di un certo Abid Jee in riferimento ai terribili fatti di Rimini, dove due turisti polacchi sono stati brutalmente aggrediti – e la donna stuprata ripetutamente – da parte di quattro uomini di origine nordafricana (pare fossero spacciatori magrebini): il ragazzo, un ventiquattrenne “di Bologna”, ci informa infatti che «lo stupro è un atto peggio [?] ma solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale». La frase si commenta da sola, sarebbe superfluo aggiungere altro – anche se gli insulti nascono spontanei.

Il commento, apparso sulla pagina Facebook de Il Resto del Carlino, è stato prontamente rimosso, ma lo sdegno rimane, soprattutto in considerazione del fatto che il giovane lavora come mediatore culturale presso Lai-momo. La cooperativa emiliana, che tra le altre cose si occupa di immigrazione e accoglienza, ha preso le distanze dalle parole del giovane: «Quelle parole ci danneggiano, sono irrispettose dei valori umani e civili del nostro pensiero e del nostro lavoro. Siamo indignati». Ha poi aggiunto che saranno presi «tutti i provvedimenti necessari». Ci auguriamo che ciò avvenga.

Nel frattempo, oltre a svariati insulti di utenti indignati apparsi sul profilo personale di Abid Jee, anche la consigliera comunale Lucia Borgonzoni (Lega Nord) ha ritenuto opportuno spendere qualche parola in proposito, sottolineando che, «visto che frequenta una moschea cittadina, mi aspetto che la comunità islamica prenda posizione. È inammissibile dire e pensare certe bestialità».
Non possiamo che essere d’accordo.

(di Camilla Di Paola)

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