Scontri con Haftar: l'Italia è sempre più di parte

Scontri con Haftar: l’Italia è sempre più di parte

Il via libera del Parlamento alla missione navale italiana in Libia, in accordo con al-Sarraj e il parlamento di Tripoli, per arginare il fenomeno immigrazione, ha scatenato la reazione del governo di Tobruk e del gen. Haftar che ha ordinato alle sue forze aeree di bombardare le navi italiane parlando di “violazione di sovranità”.

L’arrivo di navi straniere, in accordo con un governo che non riconosce, non è proprio andato giù all’uomo forte della Cirenaica che ha fatto dunque la voce grossa.

Mercoledì è giunta, in ogni caso, in acque libiche la nave “Comandante Borsini” inviata con funzioni ricognitive nell’ottica di lotta al traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Per la missione il governo italiano ha ottenuto ampia maggioranza riscuotendo anche l’appoggio di Forza Italia.

In merito alla minaccia giunta da Tobruk si è espresso poi l’ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone: “non ferma la missione italiana, già concordata con le legittime autorità libiche che fanno capo al Consiglio presidenziale sulla base di una sua richiesta».

Riferendosi poi agli accordi presi col governo di Sarraj, l’ambasciatore spiega: “Sì, quello (il governo) riconosciuto dalle Nazioni Unite. Noi siamo interessati a operare d’intesa con tutti i libici se è possibile, e ovviamente con il generale Haftar. Quindi cercheremo il contatto anche con lui e faremo in modo di spiegare gli obiettivi di una missione che non è militare, ma di assistenza alle autorità libiche affinché possano esercitare la loro sovranità in tutto il territorio del Paese. Lo stiamo spiegando a tutte le autorità. È una missione che serve a rafforzare la sovranità libica, non a indebolirla».

La reazione di Haftar non sembra comunque preoccupare i vertici italiani che parlano di minaccia “inattendibile e infondata”. Le intenzioni dell’uomo forte di Tobruk sarebbero dunque meramente propagandistiche, volte a cercarsi il consenso interno assumendo la posizione “sovranista” e “anti-italiana”. Difficile che la Cirenaica si getti davvero in uno scontro che non ha minimamente la forza di affrontare.

Nonostante la minimizzazione però, la Farnesina sembra comunque attenta e intenzionata a non cedere in nessun caso alle pressioni. Come riporta il Messaggero infatti, il nostro Paese avrebbe intensificato il pattugliamento sopra i cieli libici e sarebbe pronto, in casi estremi, a neutralizzare le forze di Tobruk.

Quel che è certo è che l’Italia pare sempre più schierata con al Sarraj e sempre più “nemica” di Haftar che sembra però, al momento, l’uomo più forte della regione. Una lotta dunque sempre più parziale quella di Roma per tutelare gli enormi interessi italiani in Libia.

(di Simone De Rosa)

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