Lega Nord: la svolta buona?

Lega Nord: la svolta buona?

Questo 14 maggio si sono svolte le primarie della Lega Nord. A contrapporsi sono stati il Segretario uscente Matteo Salvini e l’assessore regionale lombardo Giovanni Fava. I due contendenti alla segreteria federale si caratterizzavano per idee politiche decisamente antitetiche. Salvini professa, almeno a parole per ora, una forte vicinanza alle idee “sovraniste” e sostiene la necessità di uscire immediatamente dall’Euro e dall’UE. Anche il tema delle alleanze politiche è impostato in modo decisamente diverso da quello portato avanti dai suoi predecessori: Salvini non considera, infatti, l’alleanza con Forza Italia come un qualcosa di indiscutibile fissata per sempre. Anzi.

Fava, al contrario, rappresenta la prima Lega Nord delle origini ed è fortemente legato al suo fondatore Umberto Bossi e di cui condivide diversi ideali politici come l’indipendenza della Padania. Vede come fumo negli occhi l’alleanza politica con la Le Pen e non ritiene centrale l’uscita dall’Euro. Premesso quanto sopra, i risultati delle primarie leghiste hanno visto la netta ed indiscutibile vittoria di Matteo Salvini sullo sfidante con più dell’80% delle preferenze.

Al netto del risultato numerico, politicamente potrebbe aprirsi una svolta importante e molto interessante. La vecchia Lega Nord potrebbe definitivamente trasformarsi in un vero e compiuto soggetto politico “sovranista” abbandonando definitivamente alcune incrostazioni del suo passato incompatibili col nuovo corso. In tal senso, si imporrebbero necessariamente alcune modiche formali, ma dall’alto contenuto simbolico come, ad esempio, la trasformazione della denominazione e l’abbandono definitivo dell’obiettivo statutario di raggiungere l’indipendenza della Padania.

A queste rilevanti modifiche, è però altrettanto importante che in futuro Salvini assuma una linea politica più apertamente anti-liberale e a difesa dei sempre più scarsi diritti sociali. Se ciò avverrà, il segretario riconfermato potrebbe essere davvero considerato il “Le Pen” italiano e giocarsela per traguardi politici significativi in quanto avrebbe una forza attrattiva decisamente superiore a quella attuale.

(di Manuele Serventi Merlo)

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