Privatizzazioni: affare per pochi, rovina per tanti

Privatizzazioni: affare per pochi, rovina per tanti

Per far fronte agli impegni europei il governo Gentiloni dovrà porre in essere una nuova manovra correttiva. In mancanza di notizie certe al riguardo, sembrerebbe intenzione dell’esecutivo procedere ad una ulteriore “privatizzazione” delle grandi aziende partecipate.

Stando così le cose, appare probabile il ritorno alla ribalta di un classico mantra del neoliberismo già sperimentato dalle classi dirigenti italiane negli anni ’90 con le scuse più disparate.

Anzitutto, le privatizzazioni sono state propugnate come soluzione per la riduzione del debito pubblico. Una soluzione che, però, alla prova dei fatti, non ha portato ad alcun risultato pratico concreto. Come risulta evidente dai dati disponibili sul debito pubblico, in concomitanza con l’avvio del processo di privatizzazione negli anni ’90, questo non solo non è minimamente scalfito, ma è addirittura aumentato.

Allo stesso modo, si è rilevato un falso che le privatizzazioni avrebbero favorito l’efficientamento delle aziende erogatrici dei servizi pubblici essenziali. Come hanno da tempo rilevato diversi autori ed autorevoli organi come la Corte dei Conti, le privatizzazioni non hanno prodotto alcun risultato neanche su questo fronte, come dimostrano chiaramente anche vicende ben note al grande pubblico come Alitalia, Trenitalia, aziende pubbliche di trasporto ecc.

Il motivo deve ricercarsi nel fatto che l’entrata dei privati nell’azionariato delle aziende pubbliche erogatrici di servizi pubblici avviene per ottenere un profitto, come giusto che sia dal loro punto di vista. Profitto che i privati possono ottenere soltanto alzando le tariffe dei servizi e riducendo, al contempo, i costi del personale e per la manutenzione generale. Cose che puntualmente sono avvenute e che gli utenti sperimentano sulla propria pelle.

Una situazione, quella sopra descritta, che, in particolare, ha avvantaggiato grandi corporation internazionali come Goldman Sachs che è riuscita così ad acquisire l’intero patrimonio immobiliare dell’ENI.

Uno stato di cose inammissibile ed ingiustificato, su cui un governo italiano serio dovrebbe agire con risolutezza a tutela dei giusti interessi del popolo italiano.

 

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